среда, Февраль 25, 2009
суббота, Январь 24, 2009
Pensieri da sala pre-parto
Se temi di fare una figuraccia, sappi che non stai partorendo nella casa del Grande Fratello, la figuraccia si limita a qualche migliaio di parenti, conoscenti, e niente più.
Anche se tu eseguissi un parto da manuale, la figuraccia è comunque assicurata con quella camicia da notte che tua madre ti ha infilato senza che tu potessi obiettare perchè stavi già troppo male.
Se avessi giocato con le bambole, da piccola, un pochino più normalmente, invece che sotterrarle tutte in giardino dopo averle farcite di terra e lombrichi dal buchino del sederino...ecco, saresti almeno già un poco più allenata. Ma imparerai comunque.
Se ti scappasse la cacca proprio nel momento “clue”, sappi che le infermiere sono lì anche per pulire. E se tuo figlio da grande ti rinfaccia di essere nato in un mondo di merda, allora rispondigli “ah, non guardare me, è l'infermiera che non ha pulito bene!”.
Se ciò che partorirai non dovesse essere di tuo gradimento, la stanza accanto gode di un'ampia gamma di campioni da cui poter liberamente scegliere. Lungo i corridoi è possibile accordarsi sugli scambi con le altre partorienti. É consigliabile premunirsi di matita e taqquino, per annotarsi i codici a barre dei prodotti.
Se temi che il tuo fiore di campo, una volta partorito, ne esca sciupato, perchè effettivamente assomiglia ad un cannone che ha appena espulso la palla: bollente, fumante, lacerato ai bordi, se temi ciò non ti preoccupare: è possibile ri-cucire eventuali lacerazioni, alcuni dottori sono esperti delle più complicate tecniche di ricamo. Per una nuova vagina con l'orlo-giorno!
Se hai voglia di sfogare la tua rabbia repressa dai clichè di una società perbenista, sappi che tutto è lecito al momento del parto. É infatti consentito urlare insulti, parolacce e bestemmie, nelle varie lingue. Attenzione, verranno fatti accertamenti sulla psiche della madre, solo qualora essa, durante il parto, intoni qualcosa di James Brown, oppure che sorrida estatica dicendo “Io sono la Vergine Madre!”.
A proposito, se si avanzano pretese di Verginità non riconosciuta, è sempre possibile comprare la confezione “Purezza d'Altri Tempi” al Vatican-Shop per soli 900 euro, 1300 euro con l'attestato firmato dal Pontefice. Altri accessori utili, come l'Imene infrangibile (in puro plexiglass a prova di proiettile) oppure il formato universale delle chiavi per Cinture di Castità, sono tutti ordinabili sul sito del Vaticano nella sezione “acquisti on-line”.
Siamo giunti al termine di questo post, e di questa puntata. Nella prossima si parlerà di tamponi vaginali, di brandelli di carne sanguinolenta, e di omicidi post-partum, con un excursus etno-antropologico in cui verranno viste da vicino le partorienti della Cina settentrionale, e della loro particolare tecnica per facilitare il parto. Alla prossima puntata, dunque, e non cambiate blog!
Introduzione a "Pensieri da sala pre-parto"
Siamo in dirittura d'arrivo, eh sì. Questa è la frase che ultimamente ripeto ai più carezzandomi la pancia. Ma questa tanto palpata (esibita, bandita, patata) diritturadarrivo, la vogliamo scandagliare (scagliare scartabellare...god bless my Italian..)...la vogliamo insomma analizzare da vicino?
Analizziamola, su Rieducational Channel.
Alla prima analisi tutto sembrerebbe a posto. A parte il cassetto della mia biancheria, tutto sembrerebbe proprio a postissimo. Pancia standard, ematocrito standard, peso standard, shopping a La Standa.
Ad una seconda analisi, già emergono i primi nèi.
Alle analisi successive emergono invece punti neri, bozzi, ascessi, ascissi, ordinate, lingue biforcute, peli superflui, peli sulla lingua, dermatiti, ermafroditi.
Infatti, a ben guardare dentro questo immane buco nero che è la gravidanza (attenzione a non confondervi, al giorno d'oggi esistono un'infinità di buchi neri di natura diversa, bisogna sapersi destreggiare tra le sfumature... A questo proposito consiglio la lettura di Il senso di Smilla per il tartufo), a ben guardare dentro al buco, già si possono evincere le cosiddette “tremarelle da preparto”, o “coccoloni da preparto” che dir si voglia.
Il post che segue vuol essere dunque a carattere puramente divulgativo, sorge infatti dalla mia innata propensione affettiva e solidale nei confronti di quello che -talvolta impropriamente- si definisce “genere umano”. Questo post vuole semplicemente tranquillizzare le future mamme, mettendo allo sbando, alla deriva, alla derivata, all'integrale, alla luce, gli stati d'animo di una mamma in dirittura d'arrivo.
Dalla mamma in particolare, alla mamma in generale. Un passaggio, questo, che non so se mi riuscirà, ma ci proveremo.
суббота, Январь 17, 2009
I regali con un senso, ovvero del malaugurato televisore
L'impegno generale del parentado è quello di riabilitare le nostre due (1,7 per essere più precisi, ma si abbonda sempre per eccesso) menti impoverite (altrochè uranio).
E si vede che siamo menti impoverite, infatti di quel che ho scritto finora non ci capisco già nulla.
Ricominciamo, come dice Pappalardo:
Per le vacanze di Natale, i parenti hanno regalato a me ed al mio partner un televisore. Niente di che, che volete che sia, un tvcolor usato, che prima se ne stava a prender polvere nella casa di mio suocero.
(Un brivido mi corre sempre lungo la schiena quando pronuncio le parole partner, suocero etc, mi ci abituerò mai?).
Questo bellissimo regalo ci ha pesato sulle ginocchia per quasi un migliaio di kilometri lungo il viaggio di ritorno a bordo di una opel in cinque passeggeri e altrettante valigie e pacchetti vari.
Tra le tante cose, anche un sacchetto di uova, le uniche passeggere che hanno viaggiato comode e protette, ognuno di noi ha riservato loro il posto d'onore. Ma si sono rotte comunque, era da prevedere, nonostante gli sforzi. Uovo frantumato, viaggio fortunato, dicunt.
E il viaggio è stato davvero dei più fortunati, considerando che mia cognata (oh, un altro brivido!) si sia ostinata a volermi insegnare l'uncinetto, portando agli estremi la propria nausea da mal d'auto con piglio da donna d'altri tempi. E' stato un viaggio fortunato per il mio consorte e per mio cognato (hm, frrr, sgrrr) e per sua figlia, dato che si è viaggiato senza una pausa dalla puglia alla lombardia e senza mai entrare in coma. Ma soprattutto è stato un viaggio fortunatissimo per me, che sono riuscita ad arrivare a destinazione con la fedina penale ancora candida e senza partorire mio figlio per strada -la sua fuoriuscita avrebbe sicuramente rotto le uova, ma come vi dissi prima, esse si ruppero ugualmente.
Ora, a casa nostra troneggia un fantastico tv color 8 pollici. Data la concatenazione degli eventi, credereste che sia il televisore regalatoci dal sud. No, quello non ne ha mai voluto sapere di accendersi, una volta giunto in Padania. Insomma, un regalo della minchia.
Ma non finisce qui la storia, perchè il televisore del sud è stato prontamente sostituito dalla concorrenza: i parenti del nord, aggiornati riguardo quest'ultimo triste evento, hanno provveduto subitastante a regalarcene un altro bellissimo!
Ora a casa nostra troneggia un fantastico 8pollici (mignolino più mignolino meno), come vi dicevo.
Poi, però, dovete sapere che i parenti del nord (come anche quelli del sud, del resto) vogliono sempre strafare, stradire, strapensare, stramortire, stramontare, straziare, stranutire... Quindi ci hanno regalato anche un lettore dvd, chè loro si sono comprati quello con anche il mangianastri.
Insomma, il messaggio mi pare chiaro: "riabilitatevi!".
Sì, sì, va bene, piano piano, coi nostri tempi, io e il mio partner torneremo ad essere persone normali, che guardano la tv, che si vestono coi vestiti e non coi sacchi delle patate, che vanno a fare la spesa col carrello e non con l'arco e la freccia, diventeremo come tutti voi, lo promettiamo, faremo anche noi le vasche sotto i portici, l'uomo del monte dirà "sì" sbucciando un ananas con forchetta e coltello, io mi spruzzerò due gocce di ottimismo come profumo della vita, e saremo finalmente persone come voi, come tutti, persone normali, che fanno anche la cacca dal buco di dietro.
Purtroppo però, il tvcolor funziona, il lettore dvd pure, ma l'antenna della casa va messa a posto. Allora, come faremo a diventare persone normali, se dobbiamo fissare per ore uno schermo a linee grigie? Oh, sventura, oh!
Ma asciughiamoci le lacrime che rigano i nostri volti, perchè ci è stato fatto un terzo portentoso regalo.
Un dvd! Ci hanno regalato niente e po' po' di meno che... "il Signore degli Anelli", un film che parla di Elfi e tanto altro...
Se non conoscessi le buone intenzioni di chi ci ha fatto questo regalo, la prenderei come una enorme presa per il culo, eppure ho detto grazie e con impegno, ho assistito a tre ore di film che si consumano veloci e spensierate tra paesaggi incantati e combattimenti titanici.
Però il mio partner riesce sempre a stupirmi, per non dire esaurirmi. L'ha già guardato 4 volte, ed è probabile che nei prossimi giorni lo voglia riguardare ancora, non oso chiederglielo. Stamane pronunciava allo specchio, qualcosa come "Da quando, amico, Saroman il saggio ha deciso di abbandonare la saggezza per la pazzia?". Se gli avessero fatto il provino sarebbe stato preso sicuramente, dico tra me e me con atteggiamento protettivo.
Tra poco preparerò la cena, e poi chi lo sa, la notte è giovane...
Una volta, che il televisore non c'era, si facevano più figli.
Ci riguardiamo il Signore degli Anelli, stasera, che ne dici, eh, amore?
Sì, amore, sarebbe bellissimo.
E direste che siamo proprio come una coppia normale.
суббота, Октябрь 11, 2008
Capitolo XX: Come a Superquarche

Quel mattino d'ottobre l'umidità notturna ancora non si era levata dai campi arati, una vaga nebbia avvolgeva la casina posizionata dietro il castelluccio padronale, senza comunque nasconderla del tutto. Con l'affermarsi graduale del giorno l'aria umida si alzava pigramente, trascinando con sé il vago sciame di immagini oniriche venute a galla durante il sonno.
Gaspare e Zuzzurra quel dì tamburellavano annoiati le dita sulla seggiola di una più che spoglia sala d'attesa nell'ospedale di una Città che non menzioneremo per non farle pubblicità...
... dove potrete gustare uno squisito piatto di tortelli con la zucca ammirando il fantastico profilo del castello di San Giorgio, potete prenotare chiamando allo 0376...
Dicevamo dunque.
In quella sala d'attesa la gente parlava bisbigliando composta, come a non voler sporcare il candido silenzio ospedaliero.
-Oh caro, credo d'aver perso la prescrizione!
-O'mazz' (esclamazione popolare) Ste' (diminutivo dialettale di Stella) cha tristezz', io c'avrei mess' nu vas' di fiouri coloratt' dint' 'sta stanz', anz' avre' dipint' tutt' dd' ross'
-Abduhl matha hari kalì mal di panza ganesh deevà!
-(pronunciato orgogliosamente) Io è dalle otto e mezza che aspetto qui, Io, sa?
-(squarciando violentemente il silenzio con voce impaziente) Signora Zuzzurra prego!
Signorina, prego non Signora, la signorina Zuzzurra scattantissima al comando dell'infermiera si infilò lesta dentro l'ambulatorio, e sparì alla vista di coloro che aspettavano il proprio turno con la tipica pazienza dei pazienti.
-Data dell'ultima mestruaz...?
-(repentinamente)18 maggio 2008, dottoressa!
-S'accomodi, dunque (seguendo con sguardo perplesso la fintamente spavalda signora anzi signorina Zuzzurra).
...nella stanza silenzio, si odono solo le manovre di una mano esperta al computer...
-...cranio...
...millimetri...
...biparietale...sì...sì...
ecco qua...
uff...uff come è messo male, e dai girati!
-(la signorina Zuzzurra tra sé e sé) Quella messa male sarà lei dottoressa!
Ah sì eccolo...
hm...
silenzio prolungato, mentre la dottoressa continua a scrutare il computer, e la paziente coricata sul lettino allunga lo sguardo verso lo schermo cercando di riconoscere almeno una mano, una spina dorsale, un cranio, o qualcosa di umano, insomma.
-Lo sa il sesso del bambino?
-No.
-Lo vuol sapere?
-Sì
-E' un maschio.
Queste furono le testuali parole che mandarono in malcelato visibilio la signora, anzi signorina Zuzzurra in quella piccola stanzina grigetta del complesso ospedaliero di una città che non nomineremo. Un maschio! Ecco di certo si affezionerà tanto alla sua mammina e allora adesso come lo chiamerò Gaspare voleva una femmina mi sa oh come sono contenta è un maschio il cromosoma xy m'ha sempre affascinato di più sì sì meglio il maschio basta che però non faccia come tutti gli uomini sarà sicuramente molto sensibile... Tutta quest'accozzaglia di pensieri venne banalmente esternata con un
-Oh!-
perchè effettivamente alla signorina Z. non veniva in mente nessun commento intelligente a quella notizia che sulle prime le sembrava la notizia più importante del pianeta terra. Così importante, come se il pianeta in quel momento avesse dovuto interrompere il proprio moto sempriterno, la gente avesse dovuto smettere di lavorare, di soffrire, di mangiare, di copulare, di pensare, come se dal primo all'ultimo essere vivente, dall'artide all'antartide, sentisse con la medesima intensità l'emozione della signorina Zuzzurra e con lei la condividesse con un applauso, o con un canto, o con un'esclamazione fatta in milioni di lingue diverse.
Poco dopo, mentre ancora il Figlio Maschio era in onda sugli schermi di tutto il Mondo per essere più scrupolosamente monitorato, fu fatto entrare nell'ambulatorio il signor Gaspare, vestito per l'occasione con maglioncino nero pantalone cachi scarpe da tennis prestate dal suocero boxer di emporio armani (un affare al mercato del giovedì) e calze donia.
Gli fu data la notizia che il frutto del suo seme era maschio.
-(timidamente)Bene! Pensav' foss' 'na femminucc'...
(piano piano Gaspare prende confidenza con la stanzina asettica e irrompe coi suoi commenti più spontanei)
-O'maaaaazz' ma si ved' tutt' co' o'compute! 'A spina dorsale, 'Ste, e il cuoricino, o'mazz' u' Piccinin' nostr'!!!
-Come a Superquarche, Ste', con la sonda dentr' a' terra cha si ved' tutt'!
Uscirono finalmente dall'ospedale, lui potè aspirare profondamente dalla sua sigaretta arrotolata, lei, precisa impeccabile perfetta, riaccese il cellulare, ripose i documenti nella cartellina che avrebbe comunque perso da qualche parte una volta tornata a casa, si sistemò l'orlo del pantalone troppo lungo, intrecciò la mano in quella del suo compagno, lo tirò a sé per stampargli un bacio che lo riportasse sulla Terra (il suo interesse era già caduto ormai su degli straordinariamente enormi funghi commestibili cresciuti nonsocome nelle aiuole del parcheggio), e sorrise soddisfatta, baciata dal sole di una mattina d'ottobre.
воскресенье, Сентябрь 07, 2008
пятница, Июнь 22, 2007
Tarantolate
Non possono stare ferme
E si muovono per la peninsula
Sempre inseguite dalla magia
Rabdomanti senza tregua senza requia
Alla ricerca di Luoghi e di Assenze
Un desiderio d'Altrove
Desiderio del fuoco della strada.
Voraci.
...Si dice che le pizzicate dalla tarantola possano trovare requie solo
nel movimento continuo...
Terre arse e rosse
Terre di sud, terre di confine
Terre di dove finisce la Terra.
Cerchio che chiude, cerchio che apre
Che stringe, che spinge
Cerchio che abbraccia e poi ti scaccia
Dentro il cerchio del voodoo mi scaravento
E lì vedo che la Vita è Quel Momento.
Scaccia scaccia satanassa!
Scaccia il diavolo che ti passa!
Scaccia il male che ci ho dentro!
E non sto ferma!
Questo è il male che mi porto da vent'anni addosso
Ferma non so stare in nessun posto
Rotola rotola rotola il masso
Rotola addosso, rotola in basso
E il muschio non si cresce sopra il sasso.
(adattato da Il Ballo di San Vito di V.Capossela)
Ballo di S.Vito: Espressione popolare designante la corea di Sydenham, nota anche come corea infettiva o reumatica. Si tratta di un’encefalite che compare in soggetti che presentano o hanno presentato affezioni reumatiche (febbre reumatica, angina tonsillare, endocardite, reumatismo articolare ecc.), più spesso nell’infanzia. Inizia con modificazioni del carattere e del comportamento; in seguito insorgono i tipici movimenti coreici (movimenti involontari, bruschi e irregolari, delle mani, degli arti e del tronco), accompagnati da ipotonia e da disturbi psichici di varia gravità. Guarisce in uno o due mesi, spesso con postumi (tic, tremori, ansia, labilità emotiva ecc.). Frequenti le ricadute e le recidive, specie in gravidanza. La terapia consiste nella profilassi e nella cura del reumatismo articolare acuto, nonché nella rimozione chirurgica dei focolai infettivi e nel trattamento sedativo.



Ярлыки: Musica e Poesia
среда, Июнь 20, 2007
Autostop
C'era quel Ljoscha di Pushkin, che ascoltava musica trance, a cui tradussi le parole di White Rabbit dei Jefferson Airplane (...one pill makes you larger, and one pill makes you small, and the one that mother gives you doesn't do anything at all...), che strinse poi amicizia con Maksim, alla fine gli lasciai un disegno sul sedile posteriore prima che ci abbandonasse ad una stazione deserta.
E Quello che ci caricò lungo una stradina sterrata in mezzo ai boschi, stupito del fatto che noi così tranquillamente stavamo attraversando una ex zona militare del KGB, inconsapevoli dei pericoli...
Poi quel Furgonista (armeno o kazakistano e chi lo sa?) con braccia incredibilmente pelose, alla guida di un furgoncino bianco, che si fermò, sì, ma a 100 metri più avanti, apparentemente per sistemare il furgone, ci ignorava del tutto, puliva il vetro con esagerata precisione, e noi che lo aiutavamo pure in silenzio, temporeggiava e gettava rapide occhiate a noi e ai nostri zaini polverosi, e poi anche quando finalmente si decise a rimettersi sulla strada con noi a bordo, senza dire una parola, non ci chiese nulla, accese l'autoradio e ci posteggiò nella buia periferia di una cittadina bielorussa.
E mi disse "montasù" anche Manuel, col quale ora siamo diventati amici e ci vediamo ogni volta che io mi avventuro per i colli bolognesi, ogni volta lui si finge di nuovo autistapercaso ed io autostoppista.
C'è stato, recentemente, un Bengalese Lillipuziano, che guidava col sedile attaccato al volante, che si fermò a raccattare me e Fresca amica mia in zona Lazzeretto quando ormai avevamo perso l'ultimo bus di mezzanotte e mezza.
Ma i migliori sono stati gli Elfi Bresciani, alla guida della loro casetta sulle ruote, Simone e Chiara avevano uno sguardo incredibilmente penetrante pur nella sua trascendente vaghezza, lo sguardo appunto di chi è appena tornato da un viaggio in India, come loro. Ci perdemmo dopo i primi 500 metri, forse colpa del chiloom acceso in nome della fratellanza di tutti i popoli.
Gente che aiuta, senza fartelo pesare, e a cui tu a malapena riesci a dire grazie. Situazioni in cui le parole non servono, perchè una sola piccola azione ha già creato da sola un legame fortissimo tra solitari Esseri in viaggio.

Non vi consiglio On the road di Jack Kerouac, perchè mi ha fatto così schifo che l'ho lasciato a pagina 50.
Leggete piuttosto Under the skin di Michel Faber, la storia di una certa Isserley che guida per le strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi...
вторник, Июнь 19, 2007
Ma che brava ragazza!
The girls that are wanted are good girlsGood from the heart to the lips
Pure as the lily is white and pure
From its heart to its sweet leaf tips.
The girls that are wanted are girls with hearts
They are wanted for mothers and wives
Wanted to cradle in loving arms
The strongest and frailest lives.
The clever, the witty, the brilliant girl
There are few who can understand
But, oh! For the wise, loving home girls
There's a constant, steady demand.
J.H.Gray, 1880 ca.
Le brave ragazze sono quelle richieste,
Quelle di cuore e sorriso gentili.
Pure come bianco e puro è il giglio
Dal cuore ai dolci petali sottili.
Le brave ragazze sono quelle richieste,
Sono richieste per madri e per mogli,
Per cullare tra le braccia amorose
I forti mariti e i fragili figli.
La ragazza intelligente, l'arguta e la brillante
Solo pochi la possono capire.
Ma, oh! di sagge donnine di casa
C'è una costante, continua domanda.
Titolo originale: Gegen die Wand
Regia: Fatih Akin
Musiche: Klaus Maeck
Paese: Germania/Turchia
Anno: 2003
Durata: 123'
Sito ufficiale: www.gegediewand.de
OM MANI PADME HUM

Il Mantra Avalokiteshvara
E' consigliato recitare il mantra Om Mani Pädme Hum almeno una volta al giorno.
Così il Gen Rinpoche, in una serie di lezioni sui mantra dei cinque dhyani Buddha, diede questo insegnamento sul mantra Om Mani Pädme Hum.
Il mantra Om Mani Pädme Hum contiene l'essenza dell'intero insegnamento. Recitando la prima sillaba Om si può raggiungere la perfezione nella pratica della generosità.
Ma aiuta a perfezionare la pratica della etica pura, come Ni aiuta a raggiungere la perfezione nella pratica della tolleranza e della pazienza. Päd, la quarta sillaba, aiuta a raggiungere la perfezione della perseveranza. Me aiuta a raggiungere la perfezione nella pratica della concentrazione, e la sesta ed ultima sillaba Hum aiuta a raggiungere la perfezione nella pratica della saggezza. La recitazione di questo mantra conduce infatti alla perfezione delle sei pratiche, dalla generosità fino alla saggezza. Il cammino di queste sei perfezioni è lo stesso percorso da tutti i Buddha nei tre tempi.
Le sei perfezioni sono gli strumenti sviluppati dai Bodhisattva al fine di raggiungere lo stato di Illuminazione. Le sei perfezioni, dice il Buddha, sono la madre ed il padre, sono le due gambe, e sono i protettori.
Quando il mantra viene recitato, ciò aiuta a schiudere la porta della rinascita nei sei regni dell'esistenza, nella terra pura del Buddha Amitabha.
Om arresta la rinascita nel regno delle divinità celesti, il che ci aiuta a negare il dolore provocato dalle rinascite in questo misero regno dell'esistenza. Ma arresta la rinascita nel mondo dei semidei. Ni arresta la nostra rinascita come umani invischiati in un circolo vizioso di azioni e delusioni. E ciò ci fa superare la sofferenza derivante dalla povertà, dal dolore e da tutti i generi di umane miserie (nascita, morte, malattia...). Päd aiuta a superare la sofferenza derivante dalla sete e dalla fame. Me aiuta a mettere una fine al ciclo di rinascite nel mondo animale e a superare la sofferenza derivante da essere incapaci di esprimere se stessi. Quando si recita Hum; la sesta sillaba del mantra arresta la rinascita nel regno dell'inferno e aiuta a superare la sofferenza derivante dal caldo e dal freddo.
Così, arrestando il ciclo di rinascite entro questi sei regni dell'esistenza terrena, permette a chi recita il mantra Om Mani Pädme Hum di rinascere in terre illuminate e pure.
I benefici derivanti dalla recitazione del mantra sono spiegati nei sutra. Questo matra fu in origine elaborato dal “Buddha Rosso”. Quando per la prima volta questo mantra fu recitato dal Buddha, si dice che la Terra venne sei volte scosse per la meraviglia.
Si dice che nessuno potrà mai diventare un Buddha, la sua illuminazione dipende da Manjushri e da Avalokiteshvara. Ciò significa che senza compassione e senza saggezza, non è possibile raggiungere l'Illuminazione. Avalokiteshvara, infatti, è la divinità della compassione di tutti i Buddha. E allo stesso modo, senza una saggia comprensione della natura umana e della realtà dell'esistente, non è possibile raggiungere l'Illuminazione. Ecco perchè Avalokiteshvara e Manjushri sono forme divine del cammino e del corretto metodo verso l'ILLUMINAZIONE.
понедельник, Июнь 18, 2007
суббота, Июнь 09, 2007
Scene di vita quotidiana

Mamma?
Ciao, sì sono io.
'Scolta, mi sono finiti i miracoli gratis, mi fai una ricarica?
Da 50.
Bon, vado che c'ho un sacco di robe da fare, mamma.
Sì anch'io ti voglio bene, sì.
Sto bene, ma sì che sto bene.
No, mamma, non mi sento più solo, ora va meglio.
A posto, tutto a posto.
Sì sì ciao.
...ah mamma!
Per pranzo fammi una pastasciutta, che io porto il vino.
No, mamma, i fusilli non li so moltiplicare, diobono, quante volte te lo devo ripetere?
Sì, ciao.
воскресенье, Май 06, 2007
ehi lei cielo!

ehi lei cielo !
si tolga il cappello prego !
io me ne vado via !
di nascosto l'universo sonnecchia
poggiando sulla zampona
l'immenso orecchio
pieno di zecche astrali
-la nuvola in pantaloni -
Lo so
si paga sempre
per una donna
che importa? la vestirò
come dentro una gonna
invece di una toeletta
comprata a parigi
col fumo della mia sigaretta
Владимир Маяковский
пятница, Май 04, 2007
четверг, Май 03, 2007
Первого Мая

На дороге
Я не знала куда хотела-могла ехать
Просто чуствовала
Движение ног
Движение сердца
Стояла на дороге
И ждала
Рано или поже что-то случится
Только надо ждать равновесие всяких случаей света
-Производственное соединение-
И вот- Зудьба никогда не перестает работать
Даже не в Первого Мая
Народный празник в Марзаботто
Место промокшее от крова партезанов
Крова гражданских
И также от дожди
Целый день шёл проливной дождь
Медные духовые инструменты с людьми с детьми с собаками с стаканами вина
Бегали в укрытию от дожди
Музыка начила
Танцы открылись
Опьянение возбуждалось между столами
Как на весёлой звадбе
Мы пели
Пели пели пели пели пели
Девошка на столе трещала кастаньетами
Пацаны на её смотрели
И потиконнику тучи прошли.
среда, Май 02, 2007
BIANCO su nero

Первое воспоминание.Я один, маленький, лежу в манеже. Кричу. Никто не подходит.Кричу долго. Манеж - обычная детская кроватьс высокими решетчатыми бортами.Лежу на спине, мне больно и мокро.Стенки манежа завешены сплошным белым покрывалом. Никого.Перед глазами - белый потолок, если повернуть голову,можно долго смотреть на белое покрывало. Я ору и ору.Взрослые приходят по расписанию. Когда приходят - кричат на меня,кормят, меняют пеленки. Я люблю взрослых, они меня - нет.Пусть кричат, пусть перекладывают на неудобную кушетку. Мне все равно.Хочется, чтобы кто-нибудь пришел. Тогда можно увидеть другие манежи,стол, стулья и окно. Это все. Потом - кладут в манеж.Когда кладут, опять ору. На меня кричат. Они не хотят брать меняна руки, я не хочу в манеж. Сколько себя помню, всегда боялся,когда оставляли одного. Одного оставляли регулярно.Первый и самый приятный запах - смесь винного перегара и духов.Иногда приходили женщины в белых халатах,брали меня на руки. Бережно брали, не как всегда.Они называли это "праздник". От них вкусно пахло алкоголем.Меня несли куда-то, приносили в большую комнату со столом и стульями.Я сидел у кого-нибудь на коленях. Женщины передавали меняс рук на руки. Мне давали съесть что-нибудь вкусное.Но самым приятным было то, что я мог все видеть. Все вокруг.Лица людей, красивые тарелки на столах, бутылки и рюмки. Все пиливино, ели, разговаривали. Женщина, у которой я сидел на коленях,одной рукой очень бережно придерживала меня,другой проворно опрокидывала очередную порцию алкоголя, закусывала.Закуски были разные, от каждой она отщипывала маленький кусочеки клала мне в рот. Никто ни на кого не кричал. Тепло, уютно.
Рубен Галлего, Белое на Чёрном
A distanza di esattamente un anno dal mio ingresso all'orfanotrofio di Pawlowsk,
vi riporto questo estratto denso di semplici emozioni ricordi impressioni.
Non tutto ciò che è semplice, però, è banale.
Attraverso la lettura di questo libro potreste condividere insieme a me
e insieme a tutti i bimbi che ho salutato a malincuore nella 38esima stanza
del korpus II tante piccole semplici gigantesche emozioni.
E scusate se cado nel sentimentale, in questo caso so che non sarebbe il caso.
Ma così è.
Мы Циганы

Правда, что через окна
мы не можем видеть света
потому что ночь всегда победит дня
и ночь крова не даёт
Правда, что наш воздух
становится более и более девошкой
и бегают за ним
по улицам без выхода
Правда, что мы ре можем говорить
и что мы говорим всегда слышком много.
Правда, что мы плеваем на пол
когда встречаем горбатого по дороге
Правда, что мы не хотим платить за вина не имев вину
или что мы больше хотим умирать
чем склонить голову, правда.
Правда, что мы боимся поэтов
потому что поэты ласкают горбы
и ненавидут конец дня.
Правда, что мы всегда ищем любовь
в ошибочные руки.
Правда, что мы не понимаем друг другу
что мы не говорим одного языка
и боимся тишину, это правда
что нам много делать
а ничего делаем.
Но я видела тоже счастливых циганых
бегая друг за друга, заниматься любовью
и кататься по полу
Но я видела тоже счастливых циганых
на Пиацце Мадджоре
бухаться луной, местью, войной.
Ф.
temo ci siano tanti errori...chi può perfavore dia correzioni
среда, Март 28, 2007
четверг, Март 22, 2007
Эдуард Шнейдерман
Хожу по городу
и спотыкаюсь
о поцелуи -
Здесь целовались,
там целовались,
А поцелуи навсегда остались
На мостовой.
Хожу по городу
И ищу:
Это не наш,
это не наш.
Наконец, нашел:
Горсть - на Фонтанке
И два - на Васильевском.
Кажется, все.
Остальные - чужие.
Какие они холодные -
Сущие льдинки!
Какие они несуразные -
Твердые, маленькие.
Не как у всех.
Подберу, сколько есть
И - домой.
Ношусь по комнате,
Не знаю, что делать,
куда положить,
Чтобы оттаяли.
Да и я-то с ними замерз,
Руки окоченели.
Ничего не придумал.
Пойду отнесу на старое место.
Может, ты мимо пройдешь,
Споткнешься,
узнаешь:
наши;
Поднимешь,
увидишь:
холодные.
Что-то поймешь.
Что-нибудь сделаешь.
Что-нибудь сделаешь.
А ВЫ - НЕ ПСИХ?
Я не боюсь смотреть в тебя глаза безумства
Но буду писать ради славных дней
Гляжу прямо в глаза Заратустры
И каких-то бедных детей
Туча реет надо мною
Ум мой грезит наяву
Что случилось бы со мною
Если б ангел не спустился вдруг
Она была на грани вдохновенья
Безумье ни при чем бы было тут
Исполнена такого осужденья
Она решила кинуться в омут
Темный красивый зеленый сон
Каким оком на тебя смотреть
Ты шепчешь мне веселый перезвон
Светлый луч прошел сквозь сон
В синей стуже мелькает снег
Неведомое нечто прошло сквозь нее
Влился в небо вселенский взбег
Млечный путь искрится сквозь снег
Мой дух давно нашел себе могилу
Отрадно было бы улечься мне в нее
Она пришла и мне сказала: милый
Не смог противиться я радости ее
. . . . . . . . . . . . . . .
Не одевай на меня ожерелье смеха
Мне не подвластен рок судьбы
Мне не ответит в скалах эхо
Если со мной не будешь ты
Не гляди на меня светящимся оком
Я ни к кому не имею зла
Если поймешь меня с упреком
Увидишь одну только грань добра
За столиком сидела пара
Он и она друг на друга похожие
Послышался рядом скрип пера
Погода была погожая
Здесь не ступала нога варяга
Темный лес, мрачный бор
Среди леса монах в сутане
Не переходит сумеречный двор
Капля за каплей льется кровь
Свет луны падает на нее
Даже не подняв бровь
Ничего не отдам взамен
Сколько стоит бриллиант забвенья
Его не откроет неведомое нечто
Не найдя ни в чем упоенья упоенья
Я один открыл секрет себе
В нем ни капли ни лжи, ни обмана
Не причиняя никому страданья
Не утаив в себе свободы
Сделаю я это
/Конец 1963, Ленинград/
Владимир Ильин
четверг, Февраль 22, 2007
среда, Февраль 21, 2007
воскресенье, Февраль 04, 2007
четверг, Февраль 01, 2007
Swing



Этот пост для Камилы, неукротимая неописуемая цыганская подруга и "спутнишка", у которой принадлежит большество фотек о России публикированные в моей блоге (...!!!...) (н.п. прошлого поста). Я специально Камиле (но тоже всем тех, которые увлекаются этой темой) советую филм "Swing", филм о Цыганских живующие в общине у Стразбурга во Франции, о Манушь джэзе (это именно значит "джэз путешествующих", это короче цыганский звинг и джэз, который состоит больше всего ритмой гитар), о дружбе, о таких детских эмоциях, которые я всегда везде ищу. Первое лицо филма - бесусловно Музыка.(О кем, если не Каме, думать? О чем, если не о Румении, мечтать сейчась?).
Режиссёр: Tony Gatlif
Оригинальная музыка: Abdellatif Charaani/Tony Gatlif/Mandino Reinhardt & Tchavolo Schmidt
четверг, Январь 25, 2007
Когда чего то не хватает...

ГОЛУБАЯ ТЕТРАДЬ N 10
Жил один рыжий человек, у которого не было глаз и ушей. У него не было и волос, так что рыжим его называли условно. Говорить он не мог, так как у него не было рта. Носа тоже у него не было. У него не было даже рук и ног. И живота у него не было, и спины у него не было, и хребта у него не было, и никаких внутренностей у него не было. Ничего не было! Так что не понятно, о ком идет речь. Уж лучше мы о нем не будем больше говорить.
Даниил Хармс 1937
четверг, Ноябрь 30, 2006
L'Ingrifato delle caverne
http://www.youtube.com/watch?v=ccA8nFhbJnU&mode=related&search=
среда, Ноябрь 22, 2006
пятница, Ноябрь 10, 2006
Metto un link in serbo


Questi link sono unicamente dedicati a quelle due gnocche di Jelena e Bojana.
http://www.myboite.it/burekeaters/
http://romale.splinder.com/
Dedicato con tutto l'amore che provo per i Balcani, per l'Est, per Voi.
Mac
вторник, Ноябрь 07, 2006
Con un po' di pazienza i Prendi Quello sono tornati
A volte ritornano... Sto parlando dei Take That (va be' tutti e cinque meno uno, che fa cioè quattro) , i quali, dopo anni lunghissimi di silenzio, ci hanno cioccato fuori una nuova pop song da brivido.
Patience, si intitola il nuovissimo capolavoro dei (cinque meno uno che fa) quattro boys di Manchester, e che potete ammirare al link http://www.youtube.com/watch?v=JFhkhRZhDas&eurl=.
Commenti?
Io sono rimasta senza parole, ma voglio comunque sputare un rospino.
Sono tutti mitici, però non me li aspettavo così sbattuti. Howard c'ha una brutta cera, lo potrebbero usare in uno di quei reclame dove c'è il tipo ammalato raffreddato che va in farmacia chiedendo morfina; Mark ha il torcicollo e quindi non può più permettersi di danzare con top fucsia cortissimo come faceva in Relight My Fire perchè se no gli viene lo squarào (e allora scomparirebbe davvero definitivamente dal pianeta, ma noi non lo vogliamo il funerale di un Take That, vero ragazze? buuu) ; quell'altro che manco mi ricordo come si chiama; Gary, ha già più grinta di una volta, sta crescendo il ragazzo. Nella parte finale del video si ripete costante il paradosso di tutte le boy bands: tutti sembrano cantare a scqkuarciagola con quelle bocche spalancate, tuttavia l'unica voce a sentirsi rimane sempre e solo quella di Gary. Perchè gli altri fanno finta di cantare? Perchè Gary si fa sempre infinocchiare così dai suoi amici nel momento del ritornello?
E perchè, a dispetto di tutto ciò, mi scorre ancora un brivido lungo la schiena quando li sento cantare? Forse è contato qualcosa aver scritto in maniera ossessiva in ogni angolino di carta rimasto bianco la scritta, in mille colori karioka: Take That Forever!
Il momento del ricordo: Nel lontano 1993, ogni giorno tranne la domenica, dalle 10.55 alle 11.00, AnnaMaura mi cedeva una cuffia del suo walkmen giallo dal design bombato anni plastic nineties con i tasti o viola o verdi, ma poco importa. Durante la ricreazione di quinta elementare io ed Annamaura ascoltavamo canzoni come Everything Changes But You, Babe, Pray, Meaning of Love. E ricordo i cancheri che riusciva a tirare la Sara Previdi quando cercava di registrare dalla radio una delle sue canzoni e regolarmente le tagliavano il pezzo finale.
T.T., che sorpresa!
Festival internazionale d'arte e teatro per l'infanzia
Mantova 12-19 novembre 2006Un grande evento artistico internazionale rivolto al mondo dell’infanzia con spettacoli, laboratori teatrali, mostre, percorsi d’arte e seminari.
L’infanzia come “luogo dell’anima”, pieno di possibilità creative, non codificate, senza schemi e capace di liberare risorse creative ricche di immagini e storie, dove entrare per esplorare e attingere idee.
Potete leggervi il programma del festival al seguente link:
http://www.segnidinfanzia.org/segni_inf/ita/programma.asp
Visitatori, bambini e adulti, cittadini e forestieri, vi aspettiamo numerosi.
понедельник, Ноябрь 06, 2006
Grande complotto antiparacarabinieretico, ovvero delle intercettazioni telefoniche
Stringendomi il cuore nella mano, sono scesa a passi lenti e strascicati in cucina, ho puntellato i gomiti sul lavello della cucina, con affanno mi sono passata sul volto una mano bagnata d'acqua fresca.
Dopodichè mi sono seduta per fare colazione, composta da: uova strapazzate, capuccino, pane di grano saraceno con un ricciolo di burro ed un'aluccia di marmellata agli agrumi, una confezione di muesli che affondavano nella cremosità dello jogurt ed infine qualche acino d'uva sultanina frizzantina accompagnato da una forma di parmigiano reggiano più spolveratina di briciole di biscotti alla panna e miele.
Mentre senza appetito masticavo e aiutavo la digestione con una conclusiva tazza d'acqua calda, ho ricordato d'aver sognato UNA COSA TERRIBILE.
Che un certo Piombino, chiamato altrimenti -senza ombra di secondi significati- Il Merda, o per le amiche Anaconda Nietzsche Azeglio Ciampi, colui che indossa il caratteristico baschetto con la granata argentata e le iniziali C.C., insomma
-senza scomodarne nome e cognome (pecchè io tengu rispette pella praivasi, sappìtelo tutteqquanti) chiamiamolo brevemente-
Piombino, bene, ho sognato che
Piombino, in quanto
1.terrone di baviera
2.carabbiniere
3.piombino
4.ma soprattutto skizzo e nache frenico,
intercettava le telefonate di una certa Maura, mia direttissima nonchè amatissima conoscente, nel tentativo di scoprire se lei tradiva lui. Senza star lì a sproloquare riguardo tradimenti, scambi di coppia, voglia di paternità e quant'altro (cadremmo nel banalmente Beautiful) riguardanti i suddetti, solo il fatto che lui sia ricorso all'arma -ignomigniossa tralaltro- delle intercettazioni telefoniche, be' questo mi fa davvero pensare che certi carabbbinieri si meriterebbero ben più di un'innoqua opera omnia rilegata di barzellette sui caramba.
Scusate se sto parlando in maniera criptica per i più, ma non avendo ancora prove tangibili che sostengano la mia accusa (a parte il mio sogno di stanotte), non posso sbilanciarmi a dire che Pinco Piombino ha intercettato le telefonate di Maura Maurina.
Stendo velocemente questa denuncia, omettendo le identità:
Uno tizio (chiamiammolo A per chiarezza) aproaffittasi spudoratamente di le sue capacità lavoratorie per interciattare le cossiddette teleffonate di una certa seconda persona in cuestione (che chiamiammo Bbì sempre per chiarezza), la cual seconda persona è molto legata in vincoli dammicizzia con'un altra terza persona che ora entra anchessa nella cuestione (quindi per chiarezza la chiamiamo -a, b, dopo viene la- Yppsilonne). Bbì ed Yppsilonne sono molto amiche, si telefonano sedici volte aggiorno, e quindi A, interciattando le telefonate di BBì, sente le parole pronunciate pure da Yppsilonne, la quale vanta di perspicacia fenumenale e si sogna tutto questo casino alloracuando giace a letto dormiente, poi si sveglia e le girano le balle.
Quindi, Piombino, mi rivolgo a te che sei in ascolto e che ci fiati a tutti sul collo: ti abbiamo scoperto, intercetti le nostre telefonate e riascolti il nastro non appena torni dal lavoro. Sappi che ciò non ci spaventa, anzi sai che ti dico? Ci rivedremo all'inferno! Uuahahahahahah!
Tre caramba alla riscossa, andateli avedere qua: http://www.youtube.com/watch?v=MmVrFysGckc
пятница, Ноябрь 03, 2006
Notiziario Russia

La Russia è campione del mondo di calcio di strada. La squadra dei senza tetto russi si è laureata campione del mondo di calcio di strada agli Homeless World Cup che si sono svolti in Sudafrica. In finale, il 30 settembre i russi hanno battuto uno a zero la rappresentativa del Kazakhstan. La squadra Russa succede all’Italia, che aveva vinto le scorse due edizioni del mondiale. (Piazza Grande associazione Onlus, Bologna 30.10.06)
Russia: sale bilancio vittime vodka al veleno, primi arresti.
MOSCA - In Russia e' salito a 39 il numero delle persone uccise dal "samogon", la vodka fatta in casa. Restano gravi le condizioni di altre 641 persone e i casi sono arrivati a 1.135. Nella regione di Irkutsk (Siberia centromeridionale) e' stato decretato lo stato di emergenza e sono state emesse 64 incriminazioni per avvelenamento e strage colposa. In Russia muoiono per l'alcool 40 mila persone all'anno, molti decessi dipendono da prodotti adulterati o dall'uso di letali surrogati degli alcolici, come detersivi e solventi. (Corriere della sera, 02.11.06)
Макроэкономика бедности
Не можем справиться с фальшивой водкой. Продают везде. И по-всякому. Даже в стаканчике с крышкой. Как сметану. Снял. Махнул. Свободен. Для разговоров про "Динамо". Или о судьбах Родины. Жидкость дурная. Вредная. Зато дешевая. Люди с достатком обходят стороной. Берут лишь те, кому легальная водка не по карману. А выпить хочется. Таких у нас не менее 30 миллионов. Они же дают спрос на паленые сигареты, джинсы, рыбу, консервы, ботинки, лекарства... По сути поддерживают нелегальный рынок. Кормят тамошних атаманов. (Александр Лившиц, Izvestija, 03.11.06)
вторник, Октябрь 31, 2006
Parlavamo di soldi
Economie senza Denaro
I Sistemi di Scambio non Monetario nell'Economia di Mercato
pp. 176 - € 9
Prima edizione ottobre 2003 - Ristampa aprile 2005
Oggi tutto, o quasi, è denaro, tutto dipende dal denaro, tutto si riconnette al denaro. Il denaro considerato nella globalità delle sue valenze, ha raggiunto una grande persuasività psicologica, culturale e sociale e un volume quantitativo altissimo. Il denaro con la sua straordinaria fluidità penetra nella società, determinando le abitudini di vita e diventando spesso il fine principale. Ma come sarebbe la vita dell’uomo se si potesse fare a meno del denaro? Cosa è il denaro e cosa rappresenta oggi? Come l'assenza di denaro aumenta fiducia, cooperazione, altruismo e sviluppo? Sono possibili progetti di cooperazione allo sviluppo senza denaro? L'economia può essere etica? Si può conciliare la produzione con la relazione e il mercato con la reciprocità? Il libro analizza i vari sistemi di scambio non monetario presenti nel mondo studiandone i limiti e le potenzialità. Il volume, divulgativo, non richiede la conoscenza di elementi di economia.
Se vincessi
Se vincessi un miliardo a scacchi, mi farei una plastica facciale per riuscire a toccare il naso con la lingua.
Se vincessi un miliardo a scacchi, andrei in giro per strada con un allarme installato nel mio corpo, ad altezza delle tasche.
Se vincessi un miliardo a scacchi, lo farei cambiare in monetine di rame per avere il piacere di perderli a destra e a manca e dire chissenefrega.
Se vincessi un miliardo a scacchi, mi iscriverei ad un corso di origami.
Se vincessi un miliardo a scacchi, comprerei un paio di orecchie da elfo per mio padre e gli farei un servizio fotografico.
Se vincessi un miliardo a scacchi, prolungherei il bancone del bar del Panta.
Se vincessi un miliardo a scacchi, affitterei un pulmino scuolabus col quale raccatterei tutte le lucciole lungo i viali e tutte insieme andremmo a comprarci vestiti bianchi da sposa.
Se vincessi un miliardo a scacchi, andrei in Russia e li brucerei per far venire un po’ più caldo.
Se vincessi un miliardo a scacchi, rilegherei le banconote e ci scriverei un libro che poi rivenderei a un miliardo.
Se vincessi un miliardo a scacchi, li metterei in valigetta e nella valigetta ci metterei una lampadina, così quando apro la valigetta mi si illumina il volto.
Se vincessi un miliardo a scacchi, dovrei finalmente comprarmi un portafoglio.
Se vincessi un miliardo a scacchi, informerei subito dell’accaduto Robin Hood, solo per il piacere di essere derubata da lui in persona.
Se vincessi un miliardo a scacchi, monopolizzerei i tappeti elastici al parcogiochi per una giornata intera.
Se vincessi un miliardo a scacchi, metterei un fazzoletto in testa e gli occhiali da sole e mi disegnerei un neo sopra il labbro e mi metterei davanti al ventilatore.
Se vincessi un miliardo a scacchi, non lo pubblicherei mai e poi mai sul blog.
Se vincessi un miliardo a scacchi, sarei alquanto sbalordita, perché manco so giocare a briscola.
воскресенье, Октябрь 22, 2006
Nuovità mousicali
I Bad Sector ed i Kirlian Camera, per esempio, sono gruppi italiani di cui totalmente ignoravo l'esistenza fino a che non conobbi Иля, un bielorusso (e solo questo già descrive il personaggio in questione), che sogna di scorazzare per i locali sotterranei di Pordenone e che mi interrogava continuamente sulle Brigate Rosse e gli anni di Piombo, sul panorama underground noise italiano, sui movimenti antifa a Bologna... E io che rispondevo un po' incerta*, e mi rammarico ancora del fatto di avergli raccontato solo cose a grandi linee, un po' leggende, un po' luoghi comuni, insomma è emersa la mia beata ignoranza* a riguardo.
Comunque, grazie a questo amico bielo ho conosciuto la musica di Magrini, principale esponente dei Bad Sector. Иля mi raccontava di lui, che ha studiato al Dipartimento di Informatica Musicale del CNR di Pisa, cominciando la sua vita di esperimenti con strumenti musicali alternativi, basati su "sensori" collegati a computer che trasformano i movimenti in suoni. L'amico bielorusso mi raccontava che ai suoi concerti, Magrini si presenta sul palco col pc ed il suo campionario di strumenti insoliti e un videoproiettore che mostra disegni tridimensionali in movimento e la scritta-messaggio "Your Atoms Will Live Forever", e questo Magrini che smanetta pulsanti e indossa occhiali con ai lati due faretti che tagliano il buio dello stage (ma fa più paura di Marylin Manson!). A 'sti racconti infoiati dell'amico bielo mi mettevo un po' a sorridere e gli chiedevo ma scusa ma che musica fanno 'sti badsector? e Иля mi rispondeva eh, nella scena dell'ambient industrial, Magrini fa queste cose monumentali impressionanti e oscure e drone-oriented, che sono anche un po' dark-ambient, anzi mi sembra riduttivo definirli dark-ambient, perchè la sua musica scaturisce dalle viscere della Terra, blin, e allora l'amico bielo mi fa vedere la copertina del cd: una specie di pozzo naturale sui colli romani dove Magrini, attraverso apparecchiature e microfono particolari, è andato a registrare e rielaborare i suoni della natura. E da lì è nato questo suo cd. Ascoltatevelo sul sito, e fatevi dei viaggi.
Poi, per i palati più semplici, diciamo, ci ho messo i Sigur Ros, islandesi, in certe situazioni proprio quello che ci vuole, in altre, una palla assurda. Gli Einstürzende Neubauten sono un po' come i tortelli di zucca, o li ami o li odi.
*Musica a parte, guardatevi quanto ignorano i nostri ministri, quelli che guadagnano biliardi di euro... http://oknotizie.alice.it/go.php?us=281002d8e1119d2f. (E' grazie all'Agnigno che scopre queste cose qua, che Iena!).
понедельник, Октябрь 16, 2006
Bisogna combattere il Sistema

NO!
alle calzine dell'ipod
ai robot col culo quadrato
alle vacanze in deltaplano
alle centosette cifre che devo pigiare ogni volta che voglio telefonare in Russia
alle file in segreteria di facoltà, per farsi dire poi ha sbagliato sportello signorina (con tono pure prepotente)
alle sigarette Elixir che si sono conformate ignomignosamente al prezzo generale, senza alcun miglioramento nel campo della qualità
al binario terzo della stazione di Modena, in cui ho buttato gli anni più belli della mia vita aspettando treni in ritardo
ai terapeuti PatchAdams nei centri alcolisti anonimi
ai giapponesi degli ultimi tempi
alle borse che sembrano comode ma poi non trovi mai le chiavi vaccacane
al sistema insulso infingardo imputridito ipocrita
E chiudo questo stramaledetto post con un urlo di protesta strapesa a questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=TviTCFAGr6w
*La foto è stata scattata a San Pietroburgo, tra le file della protesta durante il G8 2006. I partecipanti erano praticamente tutti quelli che vedete in foto...
суббота, Октябрь 14, 2006
пятница, Сентябрь 29, 2006
Per chi suona la campanella
Stamattina mia madre in bagno era tutta in fibrillazione. A colazione ha mangiato poco e si e’ messa una merenda nella borsa (cosa alquanto curiosa e anomala) ed e’ uscita di casa senza giacca, spavalda. Solo dopo ho fatto due piu’ due e mi sono ricordata che oggi e’ il suo primo giorno di scuola (si e’ iscritta quest’anno a ingegneria). Se mi fossi ricordata le avrei legato i capelli con un fiocco, avvolto la mela gia’ affettata nell’alluminio, le avrei infilato lo zainetto in spalla e con un bacio sonoro di fronte ai suoi compagni di classe lasciando lo stampo del rossetto l’avrei minacciata col dito “e non portare a casa note di demerito, intesi?”. Invece ora tutto cio’ che posso fare e’ solo augurarle di vivere questo suo primo giorno (in teoria di primi giorni di scuola ne ha gia’ visti una barca) con l’emozione e la curiosita’ di chi vede davanti a se’ un cammino nuovo tutto da scoprire.Organizzero’ la sua festa di laurea, e cosi’ mi faro’ perdonare questa mia mancanza... (dottooore!dottooore!dottoredelbucodelcul!vaffanculvaffancul! anche se alla mamma queste cose non si dicono).
Italia sì, Italia no, Italia boh! (l'albero di cachi dei vicini)
Dalla Russia ho portato con se’ anche una quantita’ pesante di pensieri confusionari che alloggiano da un po’ di tempo a questa parte nella mia testa e fanno prurito a volte come un nido di pidocchi scatenati.
Il fatto e’ che non so fino a che punto mi convenga “disfare le valigie”, dato che me ne vado ancora una volta dall’Italia. E l’Italia che mi guarda un po’ sconcertata e mi chiede “macchetthofatto?” (come quel ragazzo che batteva i pugni alla porta del bagno dopo aver sognato di essere stato tradito dalla morosa, storie d’appartamento bolognesi n.d.r.).
Ma Nani, Italia mia, Italia in fiore, ...tu sei la stellaaa/tu sei l’amoreee/quando ti penso/vorrei tornare/dalla mia bella/al focolareee...[...].
Lasciamo Raul Casadei, e cominciamo piuttosto a scrivere due parole di ringraziamento all’Italia per avermi accolta in modo cosi’ meraviglioso.
Perche’ nonostante in questi sei mesi ne siano cambiate di cose (eccome se sono cambiate), l’Italia che ho trovato al mio ritorno si e’ subito data da fare per mostrarmi cio’ che di piu’ famigliare e caro io abbia lasciato.
Come ad esempio questo piatto di tortelli fumanti che mi ammiccano invitanti. Quindi, facciamola breve che altrimenti si fredda, grazie Italia, e buon appetito a tutti.
среда, Сентябрь 06, 2006
воскресенье, Август 13, 2006
среда, Август 09, 2006
Amici e amiche cari, esisto ancora, lavoro ancora nel mio bel centro di bambini internati orfani invalidi e malati (ma simpatici come il sole, aggiungerei), abito ancora nella casa della vecchia Zinaida Sergeevna, la quale e’ convinta che io sia la sua badante.
(Riflessioni delle ore 23.45 a San Pietroburgo: pensare che una volta, quando ancora la Terra girava per di cosi’ e non per di cosa’, le badanti erano russe e lavoravano in Italia, poi si innamoravano e uscivano di testa. Adesso funziona al contrario, evidentemente. C’aveva proprio ragione mia madre quando mi parlava di termodinamica. Tutto si trasforma, questa e’ Fisica).
Poi continuo a camminare come al solito senza meta, a zonzo, e nel frattempo mi lascio deconcentrare da tutto cio’ che mi passa davanti agli occhi. Insomma, ho perso totalmente l’orientamento, e sono fiera di annunciare alla mia amica Caterina che non vesto piu’ solo di nero, bensi’ ho un armadio di vestiti sgualciti verdi rossi gialli e a fantasia. Leggo libri in inglese (J. Orwell, Crimethink, O. Henry), i rapporti della polizia, Dino Buzzati tradotto in russo, ma soprattutto come lettura amena mi leggo il dizionarietto italianorusso. Ascolto musica russa, francese, rumena, armena, spagnola, guardo film di Jim Jermush e documentary della National Geographic, la televisione non la guardo perche’ non ce l’ho. Pero’ quando c’era la Pasqua sono stata invitata dai vicini a guardare la messa ortodossa per televisione (oh, salve, grazie, si’ si’, scusate il ritardo, e’ gia’ iniziata?, mannaggia, a che canto liturgico siamo arrivati? No grazie, i pop corn al gusto di cavolo non li digerisco bene).
Una novita’: ho imparato a cucinare (davvero, sul serio, non sto dicendo cosi’ per dire, ho imparato a cucinare. Ho appena mangiato uno dei miei pure’, pure, un pure’ di pere che pare un pure’ di rape. Ma era buono).
Adesso, ordinatamente, vi parlo un po’ di me. Ma poi chiudo e passo ad altro, perche a volte mi autoannoio.
In luglio sono stata in vacanza sul Mar Nero, io e un’amica, abbiamo alloggiato da una signora che chiedeva 4 dollari a notte, la quale ogni sera ci raccontava storie di vita vissuta, un po’ stile telenovelas, e una sera mi ha commossa, e un’altra sera ci ha fatto le carte e predetto il futuro, e un’altra sera ci ha letto le sue poesie, e l’ultima sera mi ha riempito di scorte di cibo per il viaggio in treno.
Ho un timbro nuovo sulla settima pagina del passaporto, che mi fa sentire un po’ bandita un po’ fuorilegge, mi manca solo il tatuaggio da carcerata…
Sul lavoro, tutto procede, il mio amico Fabian (una presenza importante, un amico) dopo un anno di lavoro, e’ tornato in Germania per sempre, con l’intento di iscriversi a medicina e diventare una di quelle persone che non smettero’ mai di ammirare. Ciao, Fabian, ci si rivede.
I miei sono venuti a trovarmi la settimana scorsa a SP. Diciamo che sono stati un tantino sfortunati, hanno provato a imbrogliarli un po’ ovunque, hanno rubato loro soldi e documenti e la loro figlia li ha invitati sul lavoro all’orfanatrofio (che non e’ il luogo turistico piu’ bello di SP).
Ma procediamo oltre.
Sulla macchina da cucire nella mia cameretta di Kirovskij Zavod, brilla ora un nuovo mio personale computer portatile Dell, che accarezzo ogni 10 minuti con materno affetto. E’ per questo che sono riemersa sul blog. Buono.
Non so ancora quando esattamente rimpatriero’, in teoria i primi di ottobre, ma potrebbe anche essere che mi gira il pirlo di tornare a settembre, se posso. Tra non molto, comunque.
Poi ci sono le notizie dall’Italia. Vi elenco quello che so. So che ci sono dei bambini in arrivo in quel di Bologna. Per ora mi trastullo al pensiero di diventare zia di un piccolo Sbravatino, e non sto piu’ nella pelle al pensiero di appoggiare l’orecchio alla pancia della mamma (Mamma? Ma mamma, ma senti che bella la parola Mamma, non l’avevo mai notato… Be’ anche Zia non e’ mica brutta, ne’?) e urlare “lo Sbravatino scalcia!!!”.
So che ci sono dei dj laureandi in arrivo in quel di Bologna, dei levatesi laureandi in quel di Milano, della gente che continua ad andare avanti per la propria strada a testa alta, dei ristoratori Pantagruelici che sfidano un’estate da 40 gradi centigradi sgambettando tra i tavoli di Castelbelforte, che ho amici italiani gagliardi tuttora in Grecia, Taiwan e Spagna. Ma soprattutto Taiwan, vogliamo parlarne? Una mini chirurga che in gonna e camicia ben sitriate che squarta corpi e estrae organi, e che ogni giorno in mensa combatte per la propria sopravvivenza, cercando di leggere la parola pesce in un menu’ scritto in cinese. La qual cosa mi fa un po’ spavento, ma sono convinta che la mia Luarin sopravvivera’, e che come sempre sapra’ scegliere il meglio di cio’ che gli viene offerto (non sto parlando del menu’ ora, sto parlando in generale di questa sua esperienza di vita). Laurin, il resto che voglio dirti lo troverai scritto presto nella tua meilbocs. Sei forte, non dimenticarlo.
E poi ci sono gli Amori, quelli che vanno e quelli che vengono. Ma facciamo che rimandiamo il discorso e ora proviamo a pubblicare qualche foto (perche’ se devo stare qui a spiegarvi quanto sono inamorata, mi ci vuole ancora un’oretta buona).
вторник, Май 30, 2006
Tra il dovere, il piacere.
Dei deficienti.
Delle deficienti. Vestite eleganti per andare a una specie di Gardaland. Uno squallore che non vi dico. Quella a destra e' la coordinatrice dei volontari al DD, quella in mezzo e' una polacca di nome Kama, indescrivibile in due righe. Quella a sinistra, si sta contenendo.
Dopo due notti passate in bianco. Due, signore e signori. Freschi come cipolle. Alla mia sx Maksim dalla Bielorussia. Alla mia destra Ulrika da Hamburg. O forse il contrario. Al centro Mac... Ma quale Mac, da quanto tempo ormai nessuno piu' mi chiama Mac? I miei nuovi soprannomi, qui (anche qui ne ho parecchi, sono la calamita dei soprannomi, si vede), sono:Paesaggi

Il mio quartiere e' poco fotogenico, l'ho fotografato in tutte le angolature possibili, ma non rende bene come in realta'.
Gente, mi spiace, non ci capisco una mazza con sti computer, e la foto mi viene fuori storta. Comunque riconoscete i personaggi della foto? Che bei culetti!!!
E via che la foto viene storta. Ohi pasiensa. Questa strada polverosa mi sa un po' di Cuba, pensare che a Cuba non sanno neanche cosa significhi 3 gradi sopra lo zero in maggio. (stradina al confine con l'Estonia, dove non c'e' praticamente niente di niente se non sterpaglie bruciate).
Le cose meno belle
La giornata inizia col sorriso. Questa e' la passeggiata che mi faccio tutte le mattine fino al DD dove lavoro. La' in fondo c'e' il cancello del DD, il passaggio di volontari e sanitarki. Non so ancora se mi e' permesso pubblicare cosi' alla leggera le foto dei miei bimbi, quindi per ora mi limito a darvi un piedino (gentilmente concesso da Danka). Il problema che Danka ha alla pelle, cosi' come tutti i bambini del 38esimo korpus, si chiama chisotka. E qui chiudo.
La giornata finisce sempre col sorriso, quello stampato incollato in faccia, che mi devo ricordare di mettere ogni mattina prima di uscire di casa.
воскресенье, Май 14, 2006
Lo gnal
Vivo in una citta' onirica, strana, magica, ambigua, perturbante. E non lo dico cosi' per ripetere cio' che gia' Gogol' o Pushkin hanno scritto di SP, che in tal veste la descrissero, ma perche' e' indubbiamente cosi'. SP punta dritto all'inconscio e lo scuote come una lattina di Coca Cola (anzi di Pepsi dato che Pelevin chiama i giovani russi "generazione Pepsi"). Questa lattina di Pepsi poi scoppia ogni notte in una schiuma di immagini oniriche che si mescolano alle immagini delle mie giornate intense ed al fondo melmoso del mio Io, che basta smuovere un po' per rendere subito tutto completamente torbido.
'acca, mi son persa. Cosa stavo dicendo?
Ci sono delle immagini, che emergono dal torbido piu' di altre...
Il sole che tramonta alle 23, quella sera che sono salita sui tetti di SP come i gatti, come cancamini cancamini spazzacamin, come nei film, come la gente che all' improvviso si sente le piu' felice del mondo.
La mia nonna (babushka) che mi racconda la leggenda di quella fanciulla che era stata data in sposa ad un tataro mongolo e piangeva piangeva piangeva, poi salta di argomento in argomento e colgo solo che da piccola aveva 14 fratelli e tutti dormivano in una latschuga (tugurio) sul Mar Nero, poi le scende il sorriso e dal nulla comincia a insultarmi per non aver fatto qui e non aver fatto la' , cose assurde che si sogna di notte (e allora vuol dire che e' stanca e nervosa, le accendo la radio con le preghiere ortodosse e me ne vo').
La Ljena che afferra il vasino della Ljuba, ci guarda dentro con espressione curiosa, il volto le si illumina, e comincia a lanciare la cacca come fosse neve per tutta la camera. Talvolta le prendono di questi raptus alla Ljena, e allora un po' mi incazzo soprattutto se lo fa 5 minuti prima della mia pausa pranzo. Dopo una sera di lavoro al Panta uscivo con le tasche piene di soldi e di lecca lecca di Sergio, dopo una giornata lavorativa al DD nelle tasche trovo solo della m... kakaja raznitsa...
Pero' il giovedi' faccio il bagno alla Ksjusha, che e' cosi' piccola da starmi su un braccio (ha 10 anni, signore e signori), le spalmo l'olio su tutto il corpo, la massaggio e la avvolgo nel suo asciugamano tutto strappato e finalmente me la posso annusare e baciare con immenso piacere (non sempre i bambini profumano, il bagno non si fa nemmeno tutte le settimane).
Curiosita' da settimana enigmistica: i cimiteri russi sembrano parchi gioci per bambini, ovunque staccionate di legno colorato, fiori di plastica enormi, croci allegre in legno anch'esse, e all'interno di ogni piccolo recinto una panchina e un tavolino ai quali si siedono amici o parenti a ricordare il defunto con un tscut tschut di vodka e da un pezzo di pane nero per asciugare.
La campagna russa, perlopiu' deserta, non e' verde la campagna russa, e' nera, signore e signori, e' tutta sterpaglie che vengono di volta bruciate, e tutto e' cenere.
La datscha in cui ho trascorso il weekend del primo maggio, al confine con l'Estonia, insieme ad altre volontarie tedesche russe armene. Per me, il Paradiso: il nulla attorno a noi, campi campi campi, il laghetto a pochi metri, l'odore del legno, la stufa in cucina, la sera chiara, la notte stellata senza rumori, la capanna di legno staccata dal resto della casa dove siamo andate a lavarci e la stufa fa cosi' caldo che la capanna diventa una vera e propria sauna, e poi Olja che sembra una rusal'ka russa, se ne va nuda a passeggiare per i prati e rinfrescare il corpo, incurante delle stelle che la stavano a guardare, e i letti a castello, e la colazione col latte di capra e le uova sporche d'erba e ancora calde di utero di gallina, e noi donne che ci riuniamo a pranzo sporche di lavori di campagna e ruttiamo come uomini. (Eh, l'emancipazione femminile ha messo radici anche qui).
Il 9 maggio, giorno della vittoria, paratamilitare nelle vie del centro, spettacolo imponentemente ridicolo, stile russo. E 'sti veterani che non si reggono piu'in piedi dal peso delle medaglie che hanno appese alla giacca.
Il moloko, che mi fa venire la diarrea a solo guardarlo.
L'infermiera corpulenta con gli occhietti cattivi infossati nelle guance rovinate da 72 inverni russi e una strashnaja dentatura metallica.
La gente che incroci per strada, che si siede accanto a te in metro, la Gente. E' piu' banale del banale, chiusa, seria (non posso dire triste, e' semplicemente senza espressione), se chiedi loro informazioni per strada fanno finta di non averti sentito e tirano dritto. (Come e' umano lei...). Poi se pero' capita per caso di scambiare le prime due parole con una signora di mezza eta' per esempio, questa ti racconta tutta la loro vita, si interessa di te, mi chiede come si chiamano i mie genitori, racconta di se' con lo sguardo perso nel vuoto, e quando ascolta mi perfora con gli occhi. E poi alla fine mi lasciano tutti il loro numero di telefono, scritto con una calligrafia obliqua e riccioluta.
Poi ci sono anche le immagini che ho di voi.
La mia mamma che a scuola pensa a me, torna a casa e getta la pasta per edo e pensa a me, fa un sonnellino sul divano, russa e pensa alla Russia. Mio papa' che aspetta mie notizie e fa il Giampiero della situazione sul divano, col giornale, come tutti i papa' che si rispettino. I miei genitori in chiesa uno che pensa a chissa' le serviranno vestiti piu' leggeri adesso che fa caldo, l'altro che pensa perche meglio inviarle le coordinate bancarie via email che via posta dato che il sei percento e radice tangente del quadrato di infinito, tutto tra parentesi quadre firmato Pimespo. Mio fratello che marina, che c'ha lo scooter, e aspetta il sabato sera, come tutti i fratelli che si rispettino.
La Laura fresca di primavera che da un libro di Microbiologia tira fuori racconti fantasiosi di terre lontane in cui regolarmente la gente vive a testa all'ingiu', mangia pastasciutta ride ed estrae spaghetti dal naso come una prestigiatore, fa l'imitazione di Elizabetta-Bobo-Azeglio, si guarda sconsolata allo specchio di fronte all'enesima menifestazione allergica ed e' bella perche' ride.
La Vale che programma paragrafo per paragrafo, si fa le tabelle di studio, si sveglia al mattino bella come un'egizia col kimono e le collane cubane e invece di Buongiorno dice "sono indietro" e allora ha bisogno di essere abbracciata o di una pera di insulina. La Franci semplicemente perfetta, sempre, silenziosa e misteriosa con quel jeans tirato su e i piedi a papera, che apre le finestre di via Rialto per dar aria alle lentiggini.
La Agna, che trasmette alla radio di Bologna, legge legge legge, ride e fa ridere, porta le pizze ai tavoli con uno sculettio tutto speciale, che pensa alla tesi e a New York. La Cate che va e torna dalla Spagna in continuazione, gia' abbronzata come una mexicana, elegnate, vulcanica, che torna a lezione dopo tanto tempo e si sente come una scolaretta, che ha 100 uomini in ballo. Le Marsaline e le Rialtine insieme che che chiamano una pizza, che bevono il caffe' sul futon, che riescono a ripetere a voce anche ai giardini margherita, che ridono fino a star male, che parlano di sogni, che si abbracciano tutte insieme, che vanno avanti insieme tra lezioni, avventure, frasi celebri, nuove scoperte, entusiasmi, e nel weekend sgambettano per il Panta. E io qui, che faccio?
I colleghi del Panta, che farebbero meglio a non cambiare di una virgola. Non sapete come ho voglia di dire un po' di stupidate con voi. Ho voglia di vedere la Patty che insegue i gatti per la veranda, di vedere la Rachele con gli orecchini nuovi o con un nuovo colore di capelli, di servire i nonni coi loro quartini di rosso, ho voglia di Mirco semplicemente perche' mi ispira fiducia, di sapere della vita della Jele, di raccontare aneddoti stupidi attorno a un posacenere, ho voglia di sentir parlare Silvio, di sentirmi alta accanto a Christian, di fare gli scherzi per radio col Moro, ho voglia di sentirmi dire da Sergio una delle sue poesie d'amore in quel suo dialetto che parla di schiuma del sudore in mezzo alle chiappe del cavallo di Bellomonte sulla salita di Capodimonte. Ho volgia di Panta.
E poi ci sono i miei amici quelli che si torvano tutti a PizzaaltagliodaKetty, che vivono a Bologna Parma Modena la vita da studente, e chissa quante altre vite. Silviareca Gloria Ronny Durry Lollo Marco Ciube Ambra Bea etc. Vi dico solo che penso a come sarebbe bello se mi veniste a trovare, se potessi stare un po' con voi invece che trovarmi in cucina con quello stronzo di Sasha (Sasha e' il mio coinquilino, che ha una considerazione di me pari a quella che avrebbe per un'oca, perche' e' facile prendere in giro chi non sa parlare e balbetta alla ricerca della parola giusta, russo di un Alexander Sergjevic Ljunov detto Sasha, pfui!).
Va be'. Per il resto va tutto xorosho. Il lavoro mi piace, i bambini non sono cosi' brutti e puzzolenti e schifosi come mi erano sembrati il primo giorno. La citta' esteticamente e' il meglio che potessi immaginare, diciamo che esteticamente e' la mia citta' ideale, stilosa come nessun'altra. La gente ancora non ho imparato ad apprezzarla, a volte ha un atteggiamento che non capisco, ma perlomeno coi miei colleghi volontari mi trovo molto bene. Le foto arriveranno ariveranno. Non so, che dimentico? (ho fretta di lasciare il computer, tra un po' la metro chiude e allora so' fottuta). Dimentico di dire che il mio gnal in Italia gia' mi manca, e mi rasccomando non datelo a nessun altro quello gnal, perche' e' mio e solo mio e lo difendo coi denti e mi ci siedro' di nuovo. Tra meno di cinque mesi.
четверг, Апрель 20, 2006
суббота, Апрель 15, 2006
Dio c'e'
E...Amici, vi desidero!
Prima strofa: il Viaggio. Notte passata nell*aeroporto di Berlino. Io che volevo dormire e una georgiana che mi ha scambiata per una psicanalista e mi ha raccontato tutta la sua vita. Ore 7.30 a.m. volo diretto a SP, con la compagnia aerea Air Baltic: una delizia di volo, aereo antidiluviano a pedali (dal finestrino ho visto una mosca che ci superava e ci faceva il gesto dell*ombrello), l*aereo poi ha fatto ben DUE soste, la prima a Riga in un aereoporto di legno stile ikea completamente deserto, la seconda nella pista d*atterraggio di Tallin (colpa della polizia estone che ci ha "dirottati" per fare un controllo, non chiedetemi perche*). Alla fine sono atterrata a SP, totalmente intontita.
(E non mi sono ancora ripresa...)
Ritornello: oi Natasha hai fatto tu la piscia si* Dimitri ne ho fatti venti litri...
Seconda strofa: il Benvenuto nella mia nuova casa. Il quartiere fa molto stile staliniano (effettivamente non mi aspettavo di trovare palafitte palme e amache) con casermoni enormi, strade impantanate, spazzatura ovunque, fango fango fango sopra sotto a destra e a sinistra, tram del primo dopoguerra, file di vecchi mendicanti (che si presentano cosi*: uno accanto all*altro all*uscita della metro, tutti con almeno una stampella di legno -hanno piu' amputazioni che arti. Per fortuna che nei cortili dei condomini ci sono le altalene. Ma non i bambini.
La casa in cui abito e* niente male, ho una camera tutta per me bella grande, e 3 coinquilini. Nella stanza di fronte alla mia c*e* una babushka (=nonna) di 95 anni, aspirante contorsionista, ed e* vigliaccamente in gamba. Perlopiu* se ne sta nella sua stanza ad ascoltare una specie di RadioMaria ortodossa, e la cosa mi aggrada quando mi addormento sempre coi pope che recitano le litanie oltre la mia parete. Ogni tanto le porto una tazza di te', e si rivolge a me sempre cosi': " Sproshite, dorogaja, pochemu' u vas jest' takje krasyvyj ochi? " (=Dite, Cara, perche' avete occhi talmente belli?). Allora mi tocca fare la sminny. Poi c*e* una coppia giovane, Sasha e Alessia. Sasha e* un giovane russo che fa il burbero ed il cinico, ma l'ho sgamato subito che e' buono come il pane. Dopo la prima settimana, sono riuscita a scioglierlo. E adesso siamo gia' amiconi, lui si diverte a prendermi in giro (e d*altronde...come biasimarlo?) e io per vendetta gli vomito addosso frasi a caso in italiano. Insomma, e* lui la mia mamma qui in Russia. E* lui che mi da* i consigli, che mi cucina i piatti tipici quelli che fanno schifo, e* lui che mi sopporta. Buon uomo.
In casa non si nuota nel lusso. Vi spediro* le foto (prima datemi il tempo di svegliarmi da questo intontimento, sono ancora troppo concentrata nel capire cosa ci faccio qui). No, decisamente non si nuota nel lusso... (scusate, ora ci starebbe una bella descrizione della situazione economica russa, ma non sarei esaustiva ne* obiettiva ne* politically correct). Pero' e' pulita (mamma, stai tranqui), domenica poi mi ha preso la mania delle pulizie di primavera e mi sono vestita da badante e ho fatto partire la caccia al microbo.
Rit: Oi Natasha etc etc
Terza strofa: L*organizzazione che mi organizza il lavoro. Si chiama Deutsch-Russischer Austausch (trad. Scambio Russo-Tedesco): lo staff e* difatti composto da soli tedeschi e russi. Un cespo di teste bionde di cui io sono la pecora nera. E* un*organizzazione socio-culturale che ha molte iniziative interessanti, a grandi linee a sfondo sociale e culturale (organizza il nostro lavoro di volontari e lezioni di lingua per stranieri e mostre fotografiche etc).
Quarta strofa: Il lavoro. Ho cominciato solo lunedi' quindi ancora non ho molta esperienza e non conosco bene l'ambiente. Ma vi posso assicurare che il primo impatto e' stato pessimo. A parte che mi devo svegliare tutte le mattine alle 6.30 e farre letteralmente la lotta per entrare sul treno della metro (non avete idea di quanto si poga, non posso indossare gli occhiali esco tutta stropicciata...per fortuna che sono alta eh...), poi prendere l'elektrichka, una specie di trenino che attraversa la steppa ed e' pieno solo di babushke insciarpate fino agli occhi col solito palto' il solito cappellaccio i soliti stivalacci...30 km dopo, arrivo a Pawlowsk, un paesino di boschi e capanne di legno col camino che fuma e le cornacchie al posto dei piccioni. Dalla stazione mi faccio un quarto d'ora (ah, per fortuna durante tutto il tragitto sono in compagnia di ragazzi/e tedeschi miei colleghi) un quarto d'ora dicevo lungo un sentierino in mezzo al bosco...che va be' chiamarlo bosco mi sembra di fargli un complimento. Durante questo ultimo tragitto mi infango fin sotto l'unghia del mignolino. Ma poi finalmente si arriva ad un cancello, si stacca la quarta sbarra a partire da destra e ci si infila nel parco del Detskij Dom (Casa Dei Bambini). Qui le paludi sono piu' profonde ancora, si gira attorno all'orto con degli spaventapasseri spaventosi, del quale si occupano ragazzini disabili di circa 12 anni. Ah, il DD (Detskij Dom) e' un centro per bambini disabili (cosa aspettavo a dirlo?, mah). Poi arriva il bello. Le camere dei bambini, i corridoi, il salone, la saletta di noi volontari. Tutto molto colorato. Tanti giochi, disegni, seggioline. Poi pero' cominci a sentire pianti disperati, urla feroci, vedi seggiole con le cinture di sicurezza (per caviglie cosce polsi braccia collo e testa), l'odore si fa insopportabile, e una infermiera rincorre un bambino che sta scappando dal lettino, lo afferra e lo rificca al suo posto. E i bambini, poi vedi i bambini. Ma...mi permettete di rimandare l'argomento alla prossima volta? In queste sere sto tentando di decifrare un quadernone a ganci enorme, in cui viene descritta la sindrome di ogni bambino, cosa piace loro fare, cosa no, cosa sanno fare, di cosa hanno assolutamente bisogno. Alle mie coinquiline doctors: al mio ritorno vi racconto ogni piu' piccolo particolare medico... La cosa che meno mi e' piaciuta al mio arrivo e' stata l'atmosfera lavorativa... No, i miei colleghi sono davvero in gamba, sono forti, gentili, credo siano il meglio che i bambini potessero aspettarsi. Avro' molto da imparare. Le infermiere, tutte russe, invece, finora mi hanno fatto una bruttissima impressione. Nervose, aggressive, trattano i bambini come oggetti (i babini non vengono riconosciuti dal nome bensi' dal numero scritto sul lettino). Va be', spero di smentirmi presto. Ad ogni modo, l'ambiente e' professionale e competente. Sta di fatto che in questi giorni non posso lavorare perche' devo aspettare i risultati degli esami clinici, necessari per venire a contatto coi bambini. Esami che in Italia non ho fatto e che ho dovuto fare qui in Russia. E cio' mi ha dato l'opportunita' di visitare un ospedale russo. Mamma ti prego, non morire di crepacuore, e' andato tutto bene, gli strumenti erano tutti sterilizzati, ho chiesto esplicitamente di farmi controllare prima ogni ferro che mi ficcavano in corpo. Mamma, davvero, non c'e' niente di cui preoccuparsi (poi ti faccio un discorsino e te lo spedisco via email). Alla fine della giornata aspetto l'elerichka che mi riporti a casa, nel mio bel quartire operaio russo. Entro in casa che c'e' la badante della babushka, una tale Ol'ga che, mammacara, che personaggio. Fortissima, una pancia enorme, gli sgambirli sottili, vestita con una camiciona e la calzamaglia di lana (e sopra la calzamaglia...niente, la veste come se fosse un paio di fuseaux). E ogni giorno mi deve regalare uno schifo di pasticcino russo che mi tocca mangiare per forza.
Quinta strofa: La lingua. Eh, ragazzi, non e' facile neanche questo, qui in Russia. A volte mi incazzo. K chorty ai verbi russi di ottocentomila consonanti tutte attaccate, e k chorty a quel sorrisino ebete che mi stampo in faccia quando alla terza volta devo far finta d'aver capito. Ipocrita. Ma sto gia' facendo passi da gigante, grazie al mio amico Vocabolarietto. Sono forte, sono forte, sono ffffforte. (Se non mi do' un po' di sano coraggio, e' finita gia' in partenza). Insomma, riesco a comunicare a sufficienza. Certe sottigliezze, pero', mi danno sui nervi.
Sesta strofa: Potrei andare avanti ancora per altri sei volumi. Mi sa che tutta questa esuberanza di parole sia dovuta al clima russo, ora giustifico perfettamente un romanzo in tre volumi di Tolstoj (Lev, ti ho capito solo ora, scusami). Vi racconterei dei luoghi turistici, delle usanze della gente, dell'acqua di SP che bisogna bollirla e filtrarla, della peggior toilette di SP, di quella volta che ho chiesto un panino col cane (volevo dire salame e ma non mi ricordavo come si diceva), dei miei pensieri, dei miei sogni, del luogo piu' underground di SP, della spiritualita' che mi ha quasi all'improvviso assalita, del sole che tramonta alle 22 passate. Ma non posso. Voglio sapere di voi. State tutti bene? Scusate se non mi sono fatta sentire per molto tempo, ma qui i contatti non sono facili. Ora sono seduta in un internet point sulla Nevskij prospekt, ho il primo giorno libero da quando sono arrivata. Ho spedito qualche centinaio di cartoline gia', ma presumo che le poste facciano schifo per davvero... Una cosa ho scoperto: che la Russia non e' affatto una leggenda. Ancora non mi vengono le parole per descriverla. E neanche quelle per dirvi quanto [ ].
E qui chiudo, senza parole, ma semplicemente dedicandovi un ballo di S.Vito.
пятница, Апрель 07, 2006
среда, Апрель 05, 2006
Arrivederci amore ciao...
Quando Sergio fa questa espressione, è perchè ha appena finito di dire:
- Je suis teròn.
- Allergici a niente di naturale, Signori: spezie aromi...?
- Il leccalecca è obbligatorio, Signori. L'alternativa al leccalecca è questo, eh eh (mostra un martello pantagruelico e schiaccia l'impugnatura di plastica per far sentire la scoreggia).
- Vado a incendiarne una, poi torno.
- Dai Mac, lo sai che scherzo sempre... Sei bellissima!
- Sii comma a scumma in miezzo re chiappe u cavallu re Belleromunne in coppa a saliute re Capodimonte.
- Che begli occhi che c'hai, peccato che siano in mezzo a una faccia da culo.
Su cosa poggia il mio didietro? Perchè Sergio ridacchia sotto quei baffetti tagliati fini fini?

...Ehi, amici e colleghi: grazie per la serata indimenticabile. E per aver orchestrato la sorpresa coi mortaretti scoppiettanti. E per il saluto allegro e illacrimato. E per essere sempre unici.
Vi lascio con la tachicardia galoppante. Il mio non è un abbandono, un ciaociao chis'èvistos'èvisto. Non viaggiamo egoisticamente per noi stessi, ma per migliorare di fronte alle persone cui vogliamo bene. Viaggiamo, inizialmente, per perderci. E viaggiamo, poi, per ritrovarci. Viaggiamo per portare quel poco di cui siamo capaci, nella nostra ignoranza e sapienza, viaggiamo per essere sempre giovani e sciocchi, per rallentare il tempo ed esserne catturati, per innamorarci ancora una volta. Avverrà una formazione, non una deformazione, statene certi. E io non sentirò nostalgia perchè vi porterò ovunque vada (infatti in valigia ho un pezzo di puzzle personalizzato, un porco salvadanaio, una maglietta verde da barista con la P ricamata). L'Altrove aggiungerà solo un fremito particolare a quel sentimento d'identita un po' troppo sbiadito tipico del Sognatore.
Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani. Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia. (Dogen)
Basta così con le emozioni vissute buddisticamente dall'esterno, senza contatto. Mi ci ficco mi ci tuffo mi ci annego, nel Patetico, nel Sentimento.
...ed ora silenzio... ed allegriaaa!
Orecchie aperte

Venerdì 7 aprile dalle 13.10 alle 13.50 circa, sintonizzatevi sulla stazione radio 94.7 e 96.250 (ascoltabile a Bologna, Modena e Ferrara). Sarà la prima puntata di un programma radio sull'Universitario e tutto ciò che gli ruota intorno. Argomento in programma per venerdì 7: Elezioni. Se siete di Bologna, fermatevi davanti alla vetrina dell'Arci Sestosenso, nido della radio di cui sopra, oppure se non siete in zona, visitate il sito www.radiocittadelcapo.it, e cliccate su Ora in onda.
Di più non so dirvi.
Sono ansiosa di sentire le good radio vibration nuotare nell'etere. Il mio cuore pulserà al ritmo della voce di Colei che parlerà al mondo con cuffie e microfono dalla postazione radio del Sestosenso. A Colei auguro un buon esordio nel mondo del giornalismo, nel mondo della radio bolognese, nel mondo che venerdì aspetta solo lei.
Mi si gonfia il petto a pensare che io e questa Colei siamo Amiche.
вторник, Март 28, 2006
Francamente
Non capisco, ma mi adeguo. I pensieri mi scivolano addosso come fredde goccioline lungo la schiena.E cammino stoicamente a testa bassa coprendomi col bavero della giacca. Eppure sento che è ora di lasciarsi portar via dal vento. Via col vento.
So solo che ti amo.
Questa è la tua disgrazia.
Oh, aspetta Rhett...Rhett...se te ne vai, che ne sarà di me, che farò?
понедельник, Март 27, 2006
Il Mmmm m m a a a a a aaar e
I tizi di questa foto, che gran gente! Amici persi di vista. Che fine avranno fatto?E tutto il resto, ora.
Mio fratello, che fine farà?
L'osteoporosi della nonna, che fine farà?
I coetanei, i laureandi, i laureati, che fine faranno?
Le coppie in fase di innamoramento, quelle in fase di separazione, che fine faranno?
I lavori in corso, che fine faranno?
L'Italia, in che mani finirà?
Un primo squarcio di Russia nel mio oggi

Per tutti coloro che stanno vivendo insieme a me la snervante attesa dei documenti che mi serviranno per entrare in Russia: l'invito del Putin è arrivato! Harashò Vlad, hai scampato per un pelo un canchero da parte mia.
Quindi esulto insieme a tutti voi e vi batto un cinque (anzi: vi batto 1 5, e 6 1 mito, 80voglia di te).
Mancano ancora alcuni step da fare: ricevere l'assicurazione sanitaria, prendere un treno per Milano, trovare il consolato russo, fare le fototessere, chiedere il visto, sperare che me lo diano in giornata, "è urgente" dirò.
E il giorno in cui avrò davanti a questi miei due occhietti miopi il visto, lo toccherò con la punta delle dita, come s.Tommaso fece col costato del Cristo Risorto Figlio di Dio Così Sia nei Secoli dei Secoli .
воскресенье, Март 26, 2006
Is ghe diga...
(Ehila', Giuseppe, cosa fai da queste parti a quest' ora?)
"So pena 'sta a zügare briscola coi tosi. Go bevu' na graspetta... vara, go passa' na giornatela massa tranquila onco'"
(Sono appena stato a giocare a briscola coi ragazzi, ho bevuto un grappino, guarda: ho passato una giornata troppo tranquilla oggi)
"E mi onco' invesse son 'nda' a scoltarme l' ultimo disco de Elio e le Storie Tese... Setto che rassa de figada... I dise de quele parolasse, tega, casso, tute robe cosi'... Se poe dire sati!"
(E io invecce oggi sono andato ad ascoltarmi l' ultimo disco di EeLST... Sapessi che meraviglia! Dicono un sacco di parolacce tipo: xxxxx, xxxxx, tutte cose del genere. Si possono dire, sai!")
"Ma va in mona to mare! Elio me sta in si cojoni! Comprete queo de Yoyo Mundi che l' e' molto mejo come disco!"
(Ma vai a quel paese! Elio proprio non lo sopporto! Comprati il disco degli Yoyo Mundi)
...
"Ah, qua te gha rason, queo deYoyo Mundi l' è proprio mejo!"
("Eh, qui hai ragione, quello di Yoyo Mundi è proprio migliore!)
Il dialogo veneto è gentilmente con,cesso da EeLST (Milza, da Eat the Phikis) .
четверг, Март 23, 2006
Tèstati!
In test veritas.
Ho compilato 896.974 test diversi sperando di ottenere la Risposta. Per poi capire che la Risposta è dentro di me, ma forse è sbagliata.
Su www.quizfarm.com...
Sta' mia preocüparat, sta' mia malarat!
You might want to sing it note for note
Don't worry, be happy.
In every life we have some trouble
But when you worry you make it double
Don't worry, be happy. Don't worry, be happy. Don't worry, be happy. Don't worry, be happy.
Ain't got no place to lay your head
Somebody came and took your bed
Don't worry, be happy.
The landlord say your rent is late
He may have to litigate
Don't worry, be happy.
Look at me, I'm happy.
Ain't got no cash, ain't got no style
Ain't got no gal to make you smile
Don't worry, be happy.
'Cause when you worry your face will frown
And that will bring everybody down
Don't worry, be happy.
Don't worry, don't worry, don't do it.
вторник, Март 21, 2006
Nati, Imbra Nati
1. Ma come si fa a suddividere i post per argomento?
2. Come si fa a fare una bella grafica personalizzata al blog, come è riuscita a fare Regina?
3. Da dove veniamo?
4. Cosa c'è dopo la morte?
Il mignolo di Budda
Виктор Пелевин (lui) è…-non riuscirò ad essere oggettiva- … lo scrittore russo avant-pop più in voga tra la Russia della post-perestrojka, cronista indiscusso del trapasso dell’Urss ad oggi (dalla rivoluzione bolscevica all’Unione sovietica, dalla Перестройка, al successivo colpo di stato, alla successiva democratizzazione, all’era Putin), che rifiuta il ruolo di portavoce della sua generazione e snobba il mondo dell’esistenza ritirandosi di tanto in tanto in qualche monastero zen. Insomma un figo.
Degno successore di Bulgakov, degnissimo.
Boh, difficile affibbiare un’etichetta a questo scrittore così profondo… alcuni lo definiscono un cosiddetto cyberpunk. Ma non mi piace la definizione, non so perché ma mi sa di lattine di birra e pepsi.
Quindi non saprei che dire se non: leggetevi
Il mignolo di Budda (titolo originale Чапаев и Пустота)*,
che potete trovare in lingua originale (хлев для ваших зубов…se mai si dice così, друзья) su un sito che ho scoperto ieri notte e che mi ha tenuta occupata per una buona mattinata.
Вот он: http://pelevin.nov.ru/. Vi trovate tutte pubblicate tutte le sue opere (tra cui romanzi, interviste, racconti, articoli, etc), anzi addirittura si possono ascoltare delle letture. Si respira quell’inconfondibile atmosfera del dormiveglia, del limbo tra realtà e mondo virtuale, tipiche di quel Gogol’ III millennio convertito al buddismo e occasionale consumatore di funghetti magici che risponde al nome di Виктор Пелевин.

* copioeincollo la quarta di copertina: “Petr Pustotà, un importante poeta di Pietroburgo, si trova inaspettatamente a dover vestire gli scomodi panni di aiutante per il leggendario comandante Capaev e per la sua formidabile amica, addetta alla mitragliatrice, Anna, nel corso della Guerra Civile del 1919 tra bianchi e rossi. Ma qual è il segreto della mitragliatrice? Perché Petr continua a svegliarsi in un ospedale psichiatrico di Mosca negli anni '90 dove viene sottoposto a sedute di terapia "turbojunghiana"? E cosa c'entra Arnold Schwarzenegger in tutto questo?”
Ma non è tutto così assurdo e folle in questo romanzo. Onirico, sì. Una commedia metafisica ed una satira sanguinosa allo stesso tempo, che si svolgono nel Vuoto assoluto (Пустота, il nome del protagonista, significa infatti Vuoto), con tutte le accezioni zen che il Vuoto può assumere.
Un romanzo che disegna una parabola ascendente: nell’ultimo capitolo l’autore ci offre le sue conoscenze di buddismo e cattolicesimo, metaforizzandole nelle figure dei tre delinquenti russi in preda ad allucinazioni da funghi.
Magistrale.
Non si esce vivi dagli anni '80
visitate questo sito:
http://www.anni80.info/...
E' commovente.
(attenzione:osservare le foto qui pubblicate ha un costo di 46,50 $ al minuto!!! )


понедельник, Март 13, 2006
Inchiostro a voi

Questo post è dedicato al Libro.
Troppe cose ci sarebbero da dire a riguardo. E già troppo inchiostro, troppe parole digitate, sono state spese a riguardo. Tante metafore legate al libro. Libri su giù a destra e a sinistra. Siamo invasi da libri romanzi riviste articoli brochure libretti delle istruzioni.
E il buon libro fa sempre più fatica ad emergere in mezzo alla presente iperproduzione editoriale.
Lascio dunque la parola ai visitatori del blog, nel caso volessero lasciare un commento, un consiglio, uno spunto di lettura, un pensiero...
Elogio alla burla
Sfogliando alcuni album di foto, guardo la mia faccia sorridente, in cui mostro tutta inebriata una dentatura irregolare di dentini storti, gli occhi a fessura, la fossetta sulla guancia sinistra e il mento da vecchina tutto tirato, e il collo infossato nelle spalle. E mi chiedo: ma che ca**o c’ho da ridere?Poi penso a ieri sera, e anche a ieri mattina davanti al check in, all’altro ieri pomeriggio, al giorno prima, al giorno prima ancora, a quella volta della pocia sotto il tavolo… e ancora: ma che ca**o c’ho sempre da ridere?
Allora mi autoinduco pensieri negativi (la guerra, la fame, la disinformazione, la cacca che puzza, l’ingiustizia, il degrado ambientale, i funerali, mi spruzzo una cipolla negli occhi, la politica, la menzogna, un bambino che piange, la violenza…etc): e subito mi accorgo che un minuto fa me la spassavo, ma il mondo sta andando indubbiamente a rotoli.
Per - lEgGeRe - Oltre - cLickaRe - Su -
суббота, Март 04, 2006
Mr. Regnodellapace Centoacque





Herr Friedensreich Hundertwasser (un nome traducibile grossomodo come Regnodellapace Centoacque) è un vecchietto con la barba crespa e un cappellaccio coloratissimo sempre in testa che si arrampica sugli alberi di Vienna per godersi la prospettiva di un mondo visto dall'alto, tra le fronde.
Un po' Gaudì...un po' così...un po' tiritì...
Vi mostro qualche sua opera. Achtung: il nonnino non si limita all'architettura, ma si fa dei mega viaggi anche all'interno della filosofia, dell'arte figurativa, della natura, della sociologia. Scoprivàtelo, su Rieducational Channel!, e sul sito www.kunsthauswien.com.
Ich will zeigen, wie einfach es im Grunde ist, das Paradies auf Erden zu haben.
четверг, Март 02, 2006
تسجيل دخول = Istruzioni per una giusta preparazione del Tè Ali Baba
Se sei un lettore attento, noterai che ho adottato qualche minimissimo cambiamento qui a destra, tra i links. Oltre ad aver ordinato quelli già presenti secondo diverse categorie, ho anche aggiunto un paio di blogz. Tra questi, rimane ovviamente indiscussa la pole position della Regina. Consiglio vivamente una visita da Durry, fresco fresco, e da Photonika, fotografo mantovano.
Vi lascio dedicandovi un
воскресенье, Февраль 26, 2006
Muore lentamente

Ehm-Ehm! Prova-Sssà-Sssà! Scusate l'intromissione. Mi rivolgo ai qui presenti per un annuncio poetico. Ecco a voi Pablo, dal Cile...
Bravo Pablo Neruda.
E Dio benedica la mia Maestra di Vita che, una domenica mattina di inverno, mi spedì questa poesia. Lunga vita a lei, alla SeiEtty che le scodinzola accanto, e lunga vita alle sue good vibrations, alla flora, alla fiondra, alla posizione dello squalo.
E una strizzata d'occhio a tutti coloro che in questo momento non stanno semplicemente respirando...
суббота, Февраль 25, 2006
вторник, Февраль 21, 2006
Qualche dritta sui progetti di volontariato all'estero
Rispondo pubblicamente ad alcune questioni che mi sono state rivolte recentemente .
Punto primo: ebbene, per quanti fanno fatica a crederci, la ragazza grassoccia nella foto a fianco non sono proprio io, bensì il mio alter ego, che nutro e curo quotidianamente, come un Tamagochi.
Punto secondo: a tutti coloro che hanno espresso interesse in progetti di servizio volontario all'estero, spiego brevemente le tappe da seguire per scoprire questo nuovo mondo fatto di viaggi, terre culture lingue straniere, lavoro e divertimento, nuove conoscenze e nuove scoperte etc:
PREMESSA: 'Volontariato' non significa lavorare gratis, e i 'Campi di lavoro' non sono campi di concentramento. Tutto ciò rappresenta un'opportunità preziosissima (purtroppo da molti ignorata) per noi giovani di approfondire la conoscenza di un determinato settore di lavoro, coniugando l'utile al dilettevole, imparando culture, lingue, terre altre. I riscontri sono infiniti (anche attestati su carta, per quanto riguarda l'EVS -vedi sotto- senza dubbio utili per avventurarsi nel mondo del lavoro).
Per progetti di volontariato all'estero di BREVE DURATA (generalmente due settimane, soprattutto d'estate):
- clickare su Servizio Civile Internazionale tra i link a destra;
- qui, oltre a progetti di servizio volontario a lungo termine, trovate anche un elenco di campi di lavoro che durano generalmente dai 15 ai 30 giorni: clickate su Elenco dei campi;
- al momento le proposte di campi lavoro sono ancora scarse, dato che questi campi vengonosvolti soprattutto in estate (per ora trovate solo alcune proposte in paesi come Australia, Belgio, Germania, Finlandia, Giappone, Mongolia). Quindi vi conviene aspettare l'arrivo dell'estate per iscrivervi, quando i progetti sono molto più svariati;
- clickare su Modalità di iscrizione, e scaricare l'Application Form, stamparla, compilarla e spedirla alla Segreteria Nazionale SCI (via G. Cardano 135 - 00146 Roma, tel. 065580644/661, Fax 065585268 email: info@sci-italia.it).
N.B. Compilando la application form, potete scegliere tra SEI diversi progetti, e metterli in ordine di preferenza. Dopo un'attesa abbastanza lunga riceverete una risposta da uno dei progetti che avete elencato. Non è detto che veniate 'promossi' dal vostro progetto preferito, vi sbattono un po' dove pare a loro. Ma qui sta il gioco e la sorpresa. Dovete essere pronti a tutto. Ovviamente se non vi piacciono i bovini e il freddo, non vi conviene fare la domanda per un progetto in Mongolia dove bisogna andare a mungere il latte di jak...
Ah, altra cosa: bisogna iscriversi allo SCI, pagando via posta un totale di 100 euri (85 di iscrizione, 15 di spese d'invio). Ma considerando che poi vitto e alloggio saranno gratis, il gioco vale la candela.
Oppure, per progetti di volontariato all'estero A LUNGO TERMINE (sei o dodici mesi) per giovani europei dai 19 ai 25 anni:
- clickare su Gioventù, tra i link a destra: vi trovate ora sul sito italiano ufficiale del programma Gioventù, che vi spiega in italiano tutto l'ambaradan relativo ai programmi di studio, di lavoro, di scambi transnazionali e quant'altro promossi dalla Commissione Europea...
- clickare a dx su un'esperienza di volontariato europeo, ed ecco che vi sia apre la pagina che spiega in cosa consiste l'EVS (European Voluntary Service)
- clickare ora su http://europa.eu.int/comm/youth/program/sos/index_en.html, per accedere al portale europeo, in cui sono presenti tutte le minime informazioni in modo dettagliato (in inglese!);
- ora, da questa pagina, clickare a sinistra su The European database on approved host projects
- clickare ancora sulla parola database...
- compilate ora i campi richiesti, scegliendo la durata, il luogo e l'ambito di lavoro che più vi interessano e vi si aprirà una sfilza di programmi diversi tra cui potete scegliere quelli che più vi interessano.
N.B. Tutto ciò è solo per darvi un'idea generale: (cos'è l'EVS, da chi è proposto organizzato e finanziato, chi può parteciparvi, quali sono i vantaggi e le opportunità). Poi, se siete realmente interessati, rivolgetevi ad un Infogiovani. Lì vi spiegheranno a voce tutto quanto, come procedere, ed è tramite l'Infogiovani che potete inviare la domanda di partecipazione al progetto che vi interessa. (Attenzione: per progetti organizzati nei cosiddetti Paesi Terzi -Africa, Sud America, Asia, and Russia as well- la procedura è più complicata: dovrete rivolgervi direttamente a organizzazioni specifiche, cosiddette organizzazioni di invio, che si occupano specificatamente di progetti in questi paesi).
Non lasciatevi scoraggiare dalla sfilza di procedure e dagli intoppi burocratici. Dovete desiderarlo veramente e pensare all'avventura che v'aspetta.
понедельник, Февраль 13, 2006
Gente che parte, gente che resta
Carissimo pubblico fedelissimo del suddetto blog:
Come tutti ben sapete, a fine marzo arriva la Primavera con tutto il suo carico di gemme, rondini, profumi, valigie di ormoni in subbuglio, raggi di sole, etc. Bene, in concomitanza con l'arrivo della primavera e il ritorno della nostra Cate dalla Espa(g)na -mammacara, che combinazione di eventi stravolgenti! L'Italia trema!-, ho intenzione di cogliere l'ondata di generale entusiasmo per fare una festa...
Tutti carichi?
пятница, Февраль 10, 2006
Leggendo l'Omosessualità
Letture consigliate: Yukio Mishima, Morte di mezza estate: una raccolta di racconti a sfondo omosex, i cui protagonisti Masuyama e Mangiku sono attori di teatro. Mangiku è un onnagata, ovvero un attore specializzato in ruoli femminili (se vi interessano le basi del teatro giapponese, date un'occhiata ai link).
Oppure Confessioni di una maschera, stesso autore. (Ineguagliabile la descrizione di un dipinto di S. Sebastiano nudo con le braccia legate sopra la testa).
Letteratura lesbica: così su due piedi non saprei darvi consigli. Se qualcuno vuol dire la sua, è benaccetto il commento.
Non ho voluto pubblicare in questa pagina una ricerca un po' delicata sempre legata alla Sessualità (ricerca ispirata dalle mie compagne di vita, che ultimamente sono concentrate su virus batteri muffe e quant'altro). Ho nascosto il tutto pubblicandolo tra i commenti. Per i più coraggiosi...
понедельник, Январь 30, 2006
Sbam!
La primissima reazione è stata rilasciare i muscoli della vescica e pisciarmi addosso. Tanto ormai...
Poi le mani tremano, salivazione zero, sudore a spruzzi intermittenti tipo gettini da giardino, aerofagia, caduta di capelli e caduta delle sopracciglia, conati di vomito al sapore di gran marnier, elettroencefalogramma sussultorio.
Come faccio a lasciarvi, o fedelissimi?
Facendo due conti, così, a freddo:
6 mesi sono minimo minimo (30 per 6 che fa) 180 giorni.
180 giorni...sono quasi 200!
Cioè 2 volte 100!
2 quintali!!! (stavo andando bene, poi mi sono persa)
No. 200 giorni senza l'indispensabile. Non sopravviverò.
Dai, fatti male, elencati quello a cui devi rinunciare, su.
Innanzitutto al caldo torrido di un'estate all'italiana.
Alla pubblicità Mulinobianco, a Pippo Baudo, alla Fiat. Al mandolino, ai Terroni casinisti, ai Genovesi tirchi, ai Veneti no comment.
Al traffico (di auto, di gente, di droga).
Alla musicalità delle parole "ti amo", "grazie", "gnogno", "la vaca 'ta fat".
Alla pizza. (Quella del Panta con quella pasta così morbida e i funghi così burrosi quella che l'assaggi e incominci a dire cose sconce. E a chi mi dice "se fossi nato 20 anni fa" e poi mi picchia con un martello di gommapiuma e mi mette in imbarazzo chiedendomi "quante ore, signorina?").
E preparare gli esami ai giardini Margherita circondate da cani che rincorrono frisbee.
"Buonanotte Puffo", chi mai me la canterà in Russia rimboccandomi le coperte?
E...dio santo non ce la faccio più.
In fondo, cosa me ne faccio della Russia da quando hanno inventato le badanti?
(eppure ho le gambe che partono da sole)
суббота, Январь 28, 2006
пятница, Январь 27, 2006
Donne tontorte

ITALIANITY
- No perchè devo depilarmi di palo in frasca
- Guarda, se dovessi risponderti a bruciapelle
- Fate bovis (!!!)
- E' vero che pensavi d'avere incinta (?)
- A parte dei scherzi...
- -Sai, io sono una veggente! -Ah sì, e che cosa veggi? (...)
- Sono vaccinenne e maggiorata (!!!)
- La flora e la fiondra. La flora e la tundra. Ma la flora e la frauna! (fauna, fauna, si dice fffauna!)
- ...
- In four and four eight: in quattro e quattr'otto.
- Tu! Da domani dimenticati chi sono, ma se mi vedi, salutami e ricordami come ti chiami (una sera di ebbrezza alcolica)
INFOIATEZZE:
- Ma toca aqui, toca aqui... e vediamo che suono fa! (tocar in espanol significa suonare)
- Al bagno pubblico: Hai mai visto il mio piercing sul clitoride? (tratto da una storia vera)
- Io voglio la tazza rosa pisello (...)
- Lei: Ti amo. Lui: Grazie!
- Lei: Ti amo. Lui:...ih..ih..uh..uhahahahahaha!!!
- -Amore, qui a Mn non ha fatto tanto freddo. -Eh, qui a Bologna invece ha fatto proprio freddo. -Strano, siete anche più vicini all'equatore. (...)
- (Al ristorante cinese) -Amore, che cosa prendi di buono? -Mah, pensavo un piatto di spaghetti di roja (magari soia?)...
- (Al telefono) Lei: Usciamo stasera? Lui: Guarda che è tutto chiuso! Lei (già piangente): Ma parliamone almeno! (Lui si stava semplicemente riferendo ai locali chiusi la sera di Pasqua)
- -Mamma mia, quanto mi emuli! -Ma no, io ti amulo!
- -Guarda! Un libro sugli uccelli erotici! -...Esotici...
- Signorina, mi parli del muscolo elevatore dell'ano.
- Signorina, mi parli del pene.
- -Teresa, ho un crampo al dito del piede! Teresa (professionale): -Lo devi infilare nel water.
- Dissenteria bacillare, sintomatologia...scariche muco sanguinolente...pareti intestinali in sfacelo...
- Guardala coi libri aperti, che troia!
- Sono un mito perchè riesco a pulirmi il culo con un dito
- (Quattro brave ragazze con una torta sbrisolona infiocchettata in mano) Buonasera, cercavamo il sign. Cavedoni, siamo le ragazze di via Cavedonia... (...era Vetulonia...)
- Senti questa: body!!!...ah ah ah...Oppure questa: ssseggiola!!!...uh uh uh...Ehi: biro!!!...ih ih ih...No, no, senti questa: gnogno!!!!!!... (momenti di delirio in cui tutto fa ridere)
- (All'estero, dopo aver perso tutti i documenti) Mi sento come il Fu. (Mattia Pascal)
(ogni riferimento a persone è puramente casuale, ma tanto lo sanno già tutti chi ha detto cosa)
вторник, Январь 24, 2006
Ragazzi aprite le finestre che non si respira...
Effettivamente la spruzzata di cultura che ho voluto dare a questo blog ha avuto i medesimi effetti di quando mio fratello spruzza l'axe africa in bagno per coprire altri odori.
Svestiamoci dunque della classica giacchetta da finto intellettuale, sfiliamoci la sciarpetta rossa da finto impegnato politico, via gli occhialini dal naso da finto topo di biblioteca: scrolliamo la nostra chioma selvaggia con una mossa da concerto metallaro e comunichiamo al mondo il nostro urlo primigenio. In dialetto mantovano, prego.
Lettori, sto perdendo tempo, dovrei correre a studiare (ma quante volte al giorno pronuncio questa frase, ditemelo, quante?), e invece sono qui a scrivere le mie paturnie e a esplorare il web in cerca di voli low cost per andare non so dove.
Sono un'anima in pena in cerca di pane. E formaggio.
Non ho nemmeno un fornellino a portata di mano o un forno a microonde per scaldarmi una tazza.
воскресенье, Январь 22, 2006
Japan

Giappone. In ogni movimento, colore, pensiero, viene soppesata la Perfezione.
Paese di fascino indescrivibile.
Disciplina, codice d'onore, fanatismo.
Rispetto.
Samurai, Bushido, kamikaze, Maidirebanzai!.
Consigli per una veloce spolverata di Giappone:
Poesia: un haiku di Basho al giorno toglie il medico di torno.
Romanzi sì: "Confessions of a mask" di Ykio Mishima.
Romanzi no: "Dance dance dance" di Haruki Murakami.
Animazione sì: "Lupin in the castle of Cagliostro" di Hayao Miyazaki.
Animazione no: "Ken the warrior".
Film: "Dreams" di Akira Kurosawa.
Ciò che è fatto con moderazione può essere giudicato insufficiente. E' necessario esagerare per agire rettamente.
Hagakure
пятница, Январь 20, 2006
La tür dal süchar
Tò, ciapat e gòdat con 'sta bela poesia, ch'la’s ciama La Tür dal Süchar, e ch'la fa presapoc a ‘tsì:
(intro) Lüüüüüüüüüüüüüüüüüüüü (finchè ta gh’la fè)...
Lüna, Vesüvi, Sürent, cantan i napuletan; al campanil ch’l’è pendent cantan invece i pisan. E mi ch’a Mantua sun na’, vôi cantar qualcusina par Le. A vôi cantar c’me ‘n mat, ch’agh vôi ben, e savif al parchè?
(refrain) Parchè gh’è la tür dal süchar, ch’l’è dentr’ in ogni côr. Parchè gh’è la tür dal süchar, e chi la lasa môr…
(adagio) S’ad vegna ados ‘na malinconia, e na’t’sé mia al parche, l’èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè (long fin ch’a ‘t’sé bon)...
Sarà la tür dal süchar che chi la lasa môr!
…e via discurend…
...Zwerge...
Sein bestes Buch: Blechtrommel.
Es ist unmöglich dieses Buch zu beschreiben: man muss es reden, und mit Oskar (der liliputanische Protagonist) weinen, lachen, spielen, und vor allem…SCHREIEN!
Das Buch ist für Leute, die ein bisschen Zwerge sich fühlen…(nicht nur fur die Grösse...)

you can read the entire version of the short story by Dino Buzzati "Il Colombre", (po-ital'janski i tozhe po-russki) to http://dos-of-nos.livejournal.com/10004.html
среда, Январь 18, 2006
EST vs OVEST
Mein Gott, hilf mir diese todliche Liebe zu uberleben!Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore letale...
Il bacio tra est e ovest, immortalato su un pezzo di Berliner Mauer: Erich Honecker und il segretario del PCUS Leonid Brezhnev sono giunti alla seguente conclusione: Na ja, skrifiamo pure sui lippri di storia ke la Cermania est è krollata, insieme al Komunismo... ma in kompenso la Vodka vince sulla Bier!!!
(Visto Cate che est e ovest talvolta giungono a compromessi accettabili?)
A proposito di Berliner Mauer, se vi capitasse un giorno di trovarvi in zona East Side Gallery in Mühlenstr. (praticamente la parte est nova noventa di Berlin), potrete ammirare ancora circa un km di quel che rimane del Muro...stracci di muro su cui alcuni "graffiti" sono vere e proprie opere d'arte.
вторник, Январь 17, 2006
Grido al blog (e sento l'eco)

Scusate: i messaggi finora postati saltano di palo in frasca, è che sono stata travolta dalla foga del blogger scatenato.
Non ho ancora chiarito con me stessa quale aspetto voglio dare a questo blog.
Una cosa è certa:
...insomma
cosa voglio dire con questa cosa qui?
...mmmmmnnnon lo so,
però
z'ho razone...
e i fatti...
(tèc tèc)
MI COSANO!
Chiunque abbia voglia di SCRIVERE, di PRODURRE, di CREARE...be', lasciatemelo dire, siete dannatamente capitati sul blog che faceva per voi, perdìo.
Questo è il blog della gente che non si vergogna di dire la propria. Gente vera, con grinta, cazzi e controcazzi. Gente che di professione sgomita tra la folla o fa lo sgambetto per farsi strada in questo mondo così angusto. Gente che non cerca per forza un senso, perchè sente che il senso ce l'ha già dentro di sè, accidenti. E che ha addirittura un buon odore!
Perchè la domanda: "chi sono, e da dove vengo?" è comunque malposta!
Muss es sein? Es muss sein!
Devotissima
Mac Ludwig
Mongolia
OngiiRaccontami Ongii che scorri
Incessante preghiera che mormora al cielo
Del tuo monastero perduto dimmi la bellezza dei gesti e dei colori
Che ti hanno traversato e che hai riflesso
Dei bagliori dell'oro dei fuochi dei fumi e dei profumi d'incenso
Tra l'eco di conchiglie trombe campane fragore di tamburi di piatti
Lo sgretolarsi tremolante dei gong
Cantami coi pellegrini nomadi gioie e bisogni
E delle carovane sfiancate da Occidente dall'interno dal Nord e dall'Oriente
Cantami dei mercanti i richiami
E della folla il brusio
E l'ooohooohooo di meraviglia ai prodigi
Inondami di vita quotidiana
D'ovvio rumore stupore
Canta il Capodanno lunare
Viene la primavera la terra che fiorisce
La vita si rivela
Latte carne sangue nutrimento offerta al tempio
Ed è preghiera il succhiare della bocca
Nei cuccioli d'uomo e animale
Ed è preghiera il succhiare della bocca
Nei cuccioli d'uomo e animale
Gobi
Quanto è alto l'universo
Quanto è profondo l'universo
Mille i nomi di Buddha
Mille diecimila e quello che verrà
primi passi

Salve a tutti i visitatori del Caos cosmico.
Questo blog ha l'ambiziosa pretesa di affiancarsi a quello delle Marsaline, creato e diretto da quel fiore di maggio che è la Anna DC. Il mio intento non è far concorrenza alle mitiche Marsaline, bensì dare una voce anche alle non meno mitiche Cavedonie (delle quali pubblico una non recentissima foto formato tessera qui a fianco).
Il primo passo ha già il sapore inconfondibile della demenzialità.
Mettere in piedi un blog che porti tutta l'insensatezza che mi frulla per la ciribiricoccola (come diceva la cara maestra Marina) sarà un cammino aspro e tortuoso. Prometto che ci lavorerò sopra...





















































